A questo punto, prima di continuare, è meglio fare una sorta di riassunto, una mappa mentale che permetta di usufruire sinteticamente delle “vere” informazioni esibite nella Bibbia, riguardo a quella cosa chiamata “arca”.
La prima “arca” è quella di Noè, in  Genesi7.
La storia la conoscono anche i sassi, ma essa è relativamente nuova, risale al 600 A.C ed è una copiatura da parte degli ebrei di storie e leggende precedenti.
Deriva da miti sumeri, di oltre 1000 anni più antichi (Epopea di Gilgamesh) che a loro volta derivano da libri come l’ Hatra-hasis ancora più vecchi.
Gli ebrei sono stati efficienti come scribi, un popolo che  non capendoi miti, ha assunto il ruolo di “cronista mitologico”.
Non hanno MAI capito il messaggio dei miti!
Nei Vangeli viene riportata l’ostilità filistea verso la comprensione di Gesù, in un sacco di passi, sottolineandone l’ottusità.
Capisco che sia una “posizione” politicamente scorretta, ma è quel che viene riportato nei Vangeli a comprovarlo…
Torniamo comunque alla questione…
La cosa interessante è questa, contrariamente alla Bibbia, che ne parla come di un’imbarcazione fatta di legno di cedro, dalla forma a nave, con una lunghezza di 130 m, una larghezza di 22 m e un’altezza di circa 13 m, l’arca dell’ Hatra-hasis ha una forma cubica ed è interamente chiusa, sia sopra che sotto.
Comunque sia, essa è fatta per galleggiare sull’acqua
E’ l’indizio cardine!!!!
Cosa dice realmente? Che gli istinti animaleschi derivanti da emozioni e pulsioni ancestrali, costituenti l’effetto Aronne, sono capaci di galleggiare sopra le memorie dell’acqua, rappresentando cosi la “testimonianza” primordiale.
E’ ovvio che debba essere cosí.
La sequenza descritta in Genesi 1, quella della creazione del mondo, è una sequenza “unicum”, cioè completa e non frazionabile.
Cosa significa? Che è una scala evolutiva dell’intelligenza il cui apice è il Sapiens, ma per essere l’apice di una piramide, deve esistere un “tronco di piramide” che gli permetta di essere “apice”.
Quindi gli animali sono una sorta di “montagna di causa” della emotività del Sapiens.
Anche l’emotività segue una scala, come nei numeri, l’uomo è capace di andare oltre l’emotività dell’animale, è intelligente, riconoscendosi come “non bestia”, esso specula intellettivamente in tal senso.
Se comprendete questo, il dettaglio della coppia di “animali” diventa evidentemente il simbolo di una coppia di opposti metafisici degli istinti e delle pulsioni fisiche.
Ora, perchè nell’ Hatra-hasis viene attribuita all’arca una forma cubica?
Qui la faccenda diventa interessante, nell’Hatra-Hasis si parla del diluvio metafisicamente, mentre per la Bibbia esso è un fatto storico.
Nel primo caso è l’operazione che conoscete. cioè l’allontanamento di quelle pulsioni ai margini della coscienza, nello spazio non osservabile dall’Io-mentale, lo spazio cubico. Per gli ebrei che trascrissero il mito, una nave a forma cubica, non si poteva concepire, quindi riportarono la descrizione come la trovate qui:

 Gn7, 14-16

[14]Fatti un’arca di legno di cipresso; dividerai l’arca in scompartimenti e la spalmerai di bitume dentro e fuori. [15]Ecco come devi farla: l’arca avrà trecento cubiti di lunghezza, cinquanta di larghezza e trenta di altezza. [16]Farai nell’arca un tetto e a un cubito più sopra la terminerai; da un lato metterai la porta dell’arca. La farai a piani: inferiore, medio e superiore.

 

Sono TRE passi, 14-15-16… la somma è 45… Per gli ebrei i numeri sono una ossessione, 45 è 1/8 di 360… 
Il conteggio dei cubiti, se sommato da 300+50+30 = 380= 3 ottave, cui Pitagora affermava poteva essere espresso l’intero universo.
Lasciamo perdere…

 

Torniamo al fatto che, quindi, l’arca possa stare sulla superficie dell’acqua; noi siamo fatti all’80% di acqua!
Minchia Johnny, vuoi vedere che, allora, queste pulsioni animalesche e istintuali, sono la prima scelta?
Certo che sí!
I bisogni dei sensi fisici sono l’impulso propulsivo della nascita dell’Io-mentale, la causa della separazione dal tutto e in ultima analisi i responsabili dell’esperienza della forma e della sostanza.
Quindi abbiamo tre arche, la prima, quella di Noè, galleggia sull’acqua, la seconda, quella di Mosè viene costruta per combattere quelle pulsioni, quindi i transfert “generici” (Amalek), poi abbiamo l’arca di Giosuè.
Una galleggia, l’altra divide le acque… oppure mostra che la superficie dell’acqua è composta da due parti: quella esterna e quella interna?
Sta parlando dell’eterico esterno e dell’eterico esterno o mi sbaglio?
Naaah…
   
Franco Remondina