Cosi, l’arca è un qualcosa che ha a che fare con l’acqua.
La prima, quella di Noè, è concepita per galleggiare sopra la superficie, l’altra è, invece, concepita in modo diverso.
Non è una differenza di poco conto…
L’acqua, negli scritti di “dodicesima.com“, rappresenta la memoria del sistema.
Tenete presente una cosa:

 

Gn 1, 1-2
1 In principio Dio creò il cielo e la terra. 2 La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.

 

L’acqua è presente dall’inizio!
Perchè?
E’ una questione di necessità, tutta l’operazione descritta in Genesi è una operazione dell’intelligenza. 
C’è una “Intelligenza” in azione, tuttavia essa deve poter ricordare il suo stesso ragionamento, se non lo potesse ricordare come potrebbe agire?
L’intelligenza ha quindi una necessità: quella di potersi ricordare, di avere memoria di sè, senza questa capacità di ricordarsi, nessuna intelligenza è possibile!
Credo che il concetto sia chiaro, del resto è iperlogico.
La conclusione è che Genesi sia un atto che testimonia l’esistenza di una INTELLIGENZA.
Persino il passo successivo:

 

3 Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. 4 Dio vide che la luce era cosa buona e Dio separò la luce dalle tenebre.

 

dimostra l’esistenza di essa stessa e viene chiamata “DIO”.
Il “Sia la luce” non riguarda la luce materiale, riguarda piuttosto l’emanazione di un atto intelligente. 
Quindi, quando trovate qualcuno che vi manda “luce”, ditegli di smettere, sono cazzate, inoltre avete già l’ENEL…
Se l’arca è qualcosa che ha a che fare con l’acqua, allora ha a che fare con l’intelligenza.
Nel caso di Noè, è la conservazione della scala intellettiva usata, cioè l’intelligenza ricorda perfettamente le ragioni per cui ha portato in esistenza una “emotività primordiale”, la ragione è che, per avere una esperienza, essa deve assumere una identità.
Genesi è una precisa sequenza di logica applicata, viene creato un mondo.
Se leggeste Genesi come un programma informatico, lo trovereste un ottimo programma.
Le specifiche di Genesi sono dettate da uno scopo: disporre di una identità che compia una esperienza.
Questa identità deve risultare “permanente” e, quindi, non deve desiderare di uccidersi, da qui, l’istinto di sopravvivenza, con quel che ne consegue, paura, timore, dolore etc etc…
Ecco perchè questa emotività deve galleggiare sull’acqua, essa deve essere la prima scelta, sempre facilmente disponibile all’attenzione dell’identità.
L a Bibbia, però, dice che questa emotività non è sufficiente.
La sola esperienza dell’identità, basata su una emotività di tipo animalesco, è vista dall’INTELLGENZA come “sgradita”, se è fatta dall’uomo.
Tutta la vicenda dell’Egitto e dell’ASINO D’ORO, perchè non era un vitello ma un asino (lo dice sempre la Bibbia con Zecharia) rappresenta emotivamente quell’istinto di animale in gabbia.
Ecco che però interviene uno stato emotivo differente, quello che coglie Mosè sul monte Horeb, con la relativa sequenza di eventi e la consegna delle “Tavole della Legge” scritte da due parti.
Perchè viene riportata questa informazione?
Considerando che la Bibbia dice che l’Arca conteneva: un vaso d’oro – contenente la manna – le Tavole della Legge scritte da una parte sola, la verga di Aronne che era fiorita, dobbiamo chiederci cosa sono le Tavole della Legge?
E perchè viene sottolineata l’operazione della divisione delle acque?
Il ruolo dell’Arca in rapporto all’acqua lo troviamo nel Libro di Giosuè, dove l’arca permette agli Israeliti di attraversare all’asciutto il Giordano…
E’ come se si stesse sottolineando che una superficie, come concetto, sia descrivibile come una faccia rivolta verso l’aria (o comunque non verso l’acqua che in essa è racchiusa) e l’altra faccia rivolta verso l’acqua.
Le tavole scritte da due parti dicono che quel piano concettuale di superficie che guarda verso l’acqua stessa, debba essere scritto con una emotività opposta alla materialità, visto che quello esterno è basato su quella.
Perchè ciò accada c’è bisogno del “merito”.
Lo vedete nelle operazioni di valutazione che Giosuè (il Merito) compie prima di attraversare il Giordano. Invia esploratori? Significa che valuta la situazione, quindi è una operazione di logica, di intelligenza…
La Bibbia descrive tutta una serie di richieste “esotiche” da parte dell’Intelligenza chiamata ” Il Signore”, rispetto alla costruzione dell’ arca, prima con Noè, poi con Mosè, infine con Giosuè.
Tali indicazioni sono meticolosamente descritte nella loro materialità da brani lunghissimi.
Tutto appare poco sacro e molto pratico.
Perchè?
La battaglia contro Amalek avviene in terra, viene descritta come in una pianura…
Vi ho descritto cosa realmente significa, negli articoli precedenti.
L’ arca è un qualcosa che riguarda noi, la nostra capacità di comprendere la funzione dell’identità nell’esperienza di sè stessa, la Forza Intellettiva che ci permea e desidera esprimersi verso la massima espressione di sè stessa: l’ideale.
      
    
    
Franco Remondina