Chiarito il modo in cui l’ identità viene trasformata in un Avatar, cioè come una memoria prende possesso di voi attraverso il trucco sonoro della voce, prima di giungere al crollo della materialità che viene raccontato con la storia delle Mura di Jericho, vale la pena di fare una domanda specifica: quale è il ruolo della coscienza?
A quale scopo si è formata la coscienza? Perchè il Sapiens ha una coscienza?
Che domande vero?
Le persone usano termini come “anima”, “spirito”, “coscienza” in un modo incredibile, cioè si riferiscono con questi termini in rapporto a ciò che pensano dovrebbero essere.
Di fatto nessuno sa cosa sia “anima” o “spirito”, nessuno ne conosce la distinzione, sapete perchè?
Perchè non ne hanno esperienza alcuna.
Cerchiamo quindi di definire il terzo degli elementi citati: la coscienza.
In termini generali possiamo far riferimento a Genesi, da dove tutto “APPARE” avere inizio.
Genesi inizia con ” All’interno del Principio, Dio creò il cielo e la Terra”… mmmhh…
Cosa realmente significa? Significa che “PRIMA NON C’ERA” nulla.
E’ in effetti un divisorio, è la nascita della diversità e, quindi, della comparazione e del tempo.
Avevo fatto presente che esiste una fase antecedente a Genesi, negli articoli di “dodicesima.com”, questa fase era intitolata Genesi 0, era la fase dell’intento, quella dove si speculava intellettivamente su come dovesse essere una esperienza. Lí non esiste il tempo?
No, non può esistere perchè niente ha avuto realmente inizio per il Tutto in Tutto.
Non c’è possibilità di diversità, quindi nemmeno di tempo.
Il Tutto in Tutto pensa simultaneamente TUTTE LE INFINITE VARIANTI, le pensa nello stesso pensiero.
Difficile anche chiamarlo pensiero, diciamo allora che SA!
Il punto è che esistendo potenzialmente TUTTE LE POSSIBILITA’ di fatto non viene creata la diversità.
Dio, che è Tutto ciò che è”, vuole avere una esperienza di diversità, quindi fa una speculazione intellettiva partendo dalla domanda ” Come sarebbe se invece di essere Tutto in Tutto, potessi osservarmi?
Questa simulazione, avviene grazie alle condizioni elencate come attributi dell’Intelligenza, cioè un PRINCIPIO che si riconosce come esistente, deve poter ricordarsi come esistente.
Deve avere memoria di sè.
E’ grazie alla “memoria” e all’uso della Intelligenza che il Principio si rende conto di avere generato qualcosa, cioè una diversità tra l’Essente e il Pensante.
Una volta creata la diversità, ciò che viene ricordato costituisce la Coscienza.
Mettiamola cosi, la coscienza è un qualcosa in cui possa avvenire l’esperienza della forma, della sostanza e della diversità.
Una sorta di ecoambiente.
Naturalmente la natura spirituale del Principio è in questo modo messa al sicuro.
Il Tutto ciò che è si intende sia SPIRITUALE, il resto, cioè tutta l’attività ricordata, si intende sia Pensiero.
Ogni esperienza di identità deve avere sempre la possibilità di esprimere l’ideale di questa identita stessa.
Per questo l’universo psichico esiste, per preservare lo spirituale.
Se non ci fosse lo spirituale, immutabilmente ideale, come potrebbe il pensiero ambire all’ideale?
E’ lo spirituale la Stella Cometa… mica quella di Halley… che credevate?
Franco Remondina