Articolo 459- AION

La corona di spine?
Ragazzi… quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a non capire.
E’ questo il più grande dei problemi.
Cominciamo…
Ogni volta che la coscienza vive una situazione, per viverla, deve creare TUTTE le situazioni.
Notate bene cosa significhi, se no avrete una visione insufficiente.
Quando lo dico, le persone che sono attratte dai temi filosofico-metafisici, credono di capire, mi parlano di un tizio russo con le sue “varianti”, ho letto uno dei suoi libri: lo spazio delle varianti, non tutto, per carità, solo un po’, quanto bastava per capire che erano seghe mentali.
Come fai dirlo?
Semplice, lo provi e vedi che non funziona! Le persone mancano in questo punto: non si accorgono che non funziona?
Deve essere così, il punto è che non giungono a questa conclusione.
Quando dico che una cosa è una minchiata, non lo faccio per buttare fango su quella cosa, per esaltare “dodicesima.com”, lo dico perchè l’ho provata e, invece di funzionare, non funziona!
Quando me lo chiedono, dovrei rispondere cosa?
C’è quindi una incapacità di comprendere chi siamo e dove siamo.
Notate che non ho detto “dove andiamo”?
Il motivo è quell’ assioma scritto in neretto e in grande,  quindi se le cose sono cosi, siamo sempre nel posto, nella situazione, e nel momento in cui abbiamo scelto di essere.
Tra tutte le situazioni create, abbiamo scelto QUELLA, e abbiamo escluso tutte le altre.
In ogni situazione che la coscienza vive, c’è tutto il tempo che serve per viverla.
Domanda: quanto tempo c’è?
Un tempo infinito.
Solo nell’epoca attuale, il tempo è diventato una “entità finita”, lo misuriamo, l’abbiamo spezzettato in pacchetti via via più piccoli… Anni, mesi, giorni, ore, secondi, nanosecondi…
Ridicolo!
Il “tempo” è una invenzione psicologica, una “necessità rappresentativa”.
Il tempo è necessario alla “attenzione”, essa può osservare una sola situazione alla volta, per cui osserva solo il tempo di quella situazione, ma…  creando tutte le situazioni, la coscienza ha un tempo infinito in essa stessa.
Quindi dobbiamo riflettere su un punto:
E’ la coscienza “A IMMAGINE E SOMIGLIANZA” non il corpo!
Così, da una errata comprensione all’altra, siamo precipitati nella superstizione che DIO ci somigliasse.
E’ espressa correttamente: pensando di esistere indipendentemente e identitariamente è questo quello che facciamo: pensiamo che sia Dio che ci somigli, rendendolo di sembianze umane, messo nei cieli fisici.
Torniamo all’incipit inziale: cosa è veramente la corona di spine?
Ci sono tre brani nei vangeli che la citano:
Mt 27,27-31

27 Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la truppa. 28Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto, 29 intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: «Salve, re dei Giudei!». 30 Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. 31Dopo averlo deriso, lo spogliarono del mantello e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero via per crocifiggerlo.

Gv 19,1-3

1Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare. 2 E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora. 3 Poi gli si avvicinavano e dicevano: «Salve, re dei Giudei!». E gli davano schiaffi.
Mc 15,16-20)

16 Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la truppa. 17 Lo vestirono di porpora, intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo. 18 Poi presero a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». 19 E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano davanti a lui. 20Dopo essersi fatti beffe di lui, lo spogliarono della porpora e gli fecero indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.

A parte le differenze di contesto, il verbo importante è quello in neretto: INTRECCIARE.

Se lo pensate come lo ha presentato la chiesa non giungete mai all’ informazione, quindi vi prego di osservare questo mosaico del 300 D.C.


Come simbolo è sempre stato associato al tempo e all’eternità. Notate la forma? Vedete la torsione? E’ una Striscia di Moebius: in questo mosaico del III sec. d.C. viene rappresentato Aion, personificazione del Tempo, all’interno di una sfera celeste.
Quindi invece di “intrecciare” dobbiamo sostituire il verbo con quello corretto: torcere.

Articolo 458- Qualora ve lo foste sempre chiesto…

Quel che è certo è che, nei libri “sacri”, il “sacro” sia la capacità di non antropomorfizzare i concetti.
Adamo non è un uomo, Eva non è una donna, i luoghi non sono luoghi geografici.
Solo articolando in tal senso la lettura di quei testi, essi raccontano una possibile verità. Del resto, i dettagli sono peculiari al linguaggio del tempo in cui venne redatto il testo e oggettivandoli si rischia, anzi , sicuramente si finisce fuori strada.
Visti in tal senso, episodi bibblici come la “divisione delle acque” di Mosè, appaiono per quel che sono: una esperienza della coscienza.
Come detto, Mosè è una figura controversa. Lui, viene accreditato dalla Bibbia, della stessa vita di Zoroastro e di altri personaggi dei miti, ma questa è una prassi ebrea. La Genesi è copiata dai libri dell’India, come un sacco di altri dettagli e persino personaggi.
Non è il caso che entri nel merito, solo un piccolo accenno al “roveto ardente”? Esodo 3,1-6
1 Ora Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, e condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l’Oreb. 2 L’angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco in mezzo a un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto non si consumava. 3 Mosè pensò: «Voglio avvicinarmi a vedere questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia?». 4 Il Signore vide che si era avvicinato per vedere e Dio lo chiamò dal roveto e disse: «Mosè, Mosè!». Rispose: «Eccomi!». 5 Riprese: «Non avvicinarti! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa!». 6 E disse: «Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe». Mosè allora si velò il viso, perché aveva paura di guardare verso Dio.

Notate che ci sono sempre di mezzo dei “sacerdoti”? Notate che il “monte di Dio” è l’Oreb anagramma celato di ebreo?
La dimensione magica è presente sempre, in quei testi, ma cosa realmente significhi la “magia”, non è spiegato. Nei Vangeli la natività porta alla ribalta “i Magi”, salvo poi non parlarne più… Matteo 2,6-12 (notate sempre la numerologia)
[6]E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda:
da te uscirà infatti un capo
che pascerà il mio popolo, Israele.

[7]Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella [8]e li inviò a Betlemme esortandoli: «Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».

[9]Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. [10]Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. [11]Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. [12]Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese

Erode parla di linee di tempo? Ovviamente lo fa con quella “funzione” che viene chiamata “Magi”

I Magi, se non li vedete come persone fisiche, cosa sono?

In cosa consiste la loro “offerta”? Ammettendo che “I Magi” siano “funzioni della coscienza”, in cosa possono essere usate queste funzioni?

Se viene riportata questa informazione, essa deve essere valida in qualsiasi natività. Simbolicamente essa rappresenta una qualità del Sapiens! E’ una informazione basilare:il Sapiens è dotato di oro, argento e mirra.

Anche qui, essi non sono quel che riteniamo, non sono  l’oro fisico, l’argento fisico, la mirra, l’offerta, non è una vera offerta, infatti essi non pretendono nessun riconoscimento, sono, dice il testo, venuti li per “adorare”, cioè adorano le possibilità della coscienza del Sapiens perchè in essa ci sono quegli scrigni , che se aperti, contengono ooro, incenso e mirra.          .

In che forma offrirono l’oro? Ovviamente nella forma tramandata dai miti egizi, quella del “pane della presenza”.

Quindi, tutto quello che viene raccontato poi riguardo alla nascita di Gesù, sottindende un “qualcosa” di peculiare della coscienza. Se no, che cazzo ci andavano a fare i Magi a Betlemme? E poi, Betlemme, non essendo un luogo geografico, che cosa era?

Per capirlo davvero, dovete sempre tenere a mente che questi erano “sacerdoti”, ma non come li intendiamo oggi, cioè preti, ovvero banali impiegati del clero, ma significa “sperimentatori di una credenza”. Quindi se sperimentavano, cosa sperimentavano veramente?

Sperimentavano gli effetti di quella roba che chiamavano “pane della presenza”,

I sacerdoti di quel tempo e dei tempi precedenti a quello, usavano una droga metallurgica? Si, è cosi! Usavano un particolare tipo di lavorazione dei metalli del gruppo del Platino, in grado di riordinare orbitalmente il reticolo atomico di quel gruppo.

Per quelli che volessero sapere le spiegazioni “scientifiche”, fornisco questo link: https://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://ormus-water.com/barry-carter/&prev=search

Dovrebbe bastarvi la storia della “Manna”, contenuta in Esodo 16, 14-16

“14 Poi lo strato di rugiada svanì ed ecco sulla superficie del deserto vi era una cosa  minuta e granulosa, minuta come è la brina sulla terra.
15 Gli Israeliti la videro e si dissero l’un l’altro: «Manhu: che cos’è?», perché non sapevano che cosa fosse. Mosè disse loro: «È il pane che il Signore vi ha dato in cibo. 16 Ecco che cosa comanda il Signore: Raccoglietene quanto ciascuno può mangiarne, un omer a testa, secondo il numero delle persone con voi.”

Erano drogati metallurgici, davano fuori di matto quando non erano in quello stato.
Ma in questo il messaggio contenuto nei Vangeli è rivoluzionario: non vi serve una fucina metallurgica per avere la “pietra filosofale”, ce l’avete già!
Sono stati i Magi.

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