Articolo 485- Similitudini

L’ Esodo, inteso come libro della Bibbia, è una sorta di “esodo metafisico”, è l’uscita da un sistema di credenze.

Attraverso la lettura degli articoli precedenti, questo fatto dovrebbe essere ormai chiaro. Del resto, ogni tentativo di inquadrare personaggi, luoghi e avvenimenti, in una cornice storica, è fallito clamorosamente.

Non c’è una sola verifica storica!

Come dicevo, di personaggi come Abramo, Mosè, Giobbe et altri, non risulta alcuna evidenza storica, anzi, si dubita siano mai esistiti.

La necessità biblica di fornire continuamente la genealogia dimostra altro, invece che la loro esistenza, la loro non-esistenza: esistono come “ricordo”.

In termini generali, tutti i fatti associati a questi personaggi sono indimostrabili, nell’ipotesi più favorevole o completamente falsi, in quella sfavorevole.

Nell’Esodo, c’è anche un personaggio, Giosuè, il generale…

Dal punto di vista degli articoli di “dodicesima.com“, egli è “il merito”, è un “attributo dell’interpretato.

Per gli ebrei, questo “attributo dell’interpretato” ha caratteristiche emotive peculiari.

Giosuè era lo sterminatore di “popoli” che non esistevano, era in pratica un generale che combatteva battaglie contro “popoli immaginari”.

Solo se siete dei cimentatori e avete la comprensione che avete, potete inquadrare meglio e capire a cosa ci si riferisca: alle memorie dell’acqua.

Il libro di Giosuè parte con un titolo non dichiarato: “dalle parole ai fatti”.

I bibliologi definiscono questo libro il primo libro storico della Bibbia…

Comincia così:

 

1 Dopo la morte di Mosé, servo del Signore, il Signore disse a Giosuè, figlio di Nun, aiutante di Mosé: 2 «Mosé, mio servo, è morto. Ora, dunque, attraversa questo Giordano tu e tutto questo popolo, verso la terra che io do loro, agli Israeliti. 3 Ogni luogo su cui si poserà la pianta dei vostri piedi, ve l’ho assegnato, come ho promesso a Mosé. 4 Dal deserto e da questo Libano fino al grande fiume, l’Eufrate, tutta la terra degli Ittiti, fino al Mare Grande, dove tramonta il sole: tali saranno i vostri confini. 5 Nessuno potrà resistere a te per tutti i giorni della tua vita; come sono stato con Mosé, così sarò con te: non ti lascerò né ti abbandonerò.
6 Sii coraggioso e forte, poiché tu dovrai assegnare a questo popolo la terra che ho giurato ai loro padri di dare loro. 7 Tu dunque sii forte e molto coraggioso, per osservare e mettere in pratica tutta la legge che ti ha prescritto Mosé, mio servo. Non deviare da essa né a destra né a sinistra, e così avrai successo in ogni tua impresa. 8 Non si allontani dalla tua bocca il libro di questa legge, ma meditalo giorno e notte, per osservare e mettere in pratica tutto quanto vi è scritto; così porterai a buon fine il tuo cammino e avrai successo. 9 Non ti ho forse comandato: “Sii forte e coraggioso”? Non aver paura e non spaventarti, perché il Signore, tuo Dio, è con te, dovunque tu vada».  

 

Dovete avere un momento di pazienza, sono uscito da Esodo e ora parlo del libro di Giosuè solo perchè è funzionale per la comprensione.

Dunque, la “funzione Mosè” non è in grado, da sola, di farvi giungere alla “terra promessa”, infatti, secondo la Bibbia tocca al “merito” compiere l’operazione “terra promessa”.

Le raccomandazioni date a Giosuè sono: segui il “Decalogo”, sii forte e coraggioso, sii costante (meditalo giorno e notte), abbi fiducia in questo e otterai il successo.

Detta alla maniera di “dodicesima.com“: manifesterai qualsiasi cosa contempli fermamente nella tua atmosfera mentale.

E’ il “potere del Sapiens”…

Solo che, l’interpretazione data dall’inconscio collettivo ebraico ha snaturato la comprensione del “merito”, cioè essa è diventata effetto, non  causa.

Cosa si intende dire? Che il “merito” è quello della “supremazia della comprensione” sulla superstizione e sull’errore.

Giosuè invece, travisa questa caratteristica e, credendo alla “oggettività” delle memorie, decide di combatterle.

Anzi, ingaggia feroci battaglie in cui “uccide tutti quanti”.

Non biasimo certo chi ha compilato questo libro, noto soltanto l’assurdità della cosa, l’incomprensione postuma che ne è venuta fuori.

Del resto, essendo la “Legge del Decalogo”, il rispetto di tale legge porta come risultato una lotta continua con le memorie cromosomiche e non è detto che la lotta sia vincente.

In questo senso Giosuè, “il merito”, pianifica ogni sua mossa.

Quale è la memoria più ostica? La Bibbia la chiama Jericho! Una città fortificata con mura alte e spesse, inattaccata e inattaccabile.

Nel linguaggio e nella comprensione di “dodicesima.com” essa è una similitudine, Jericho è sostanzialmente il transfert della “primogenitura”.

Per farvelo capire, la Bibbia ripete lo schema già usato con l’Egitto, in quel caso si “dividevano le acque” del Mar Rosso, in questo caso si dividono le acque del Giordano!

Tuttavia, esiste una differenza, nel primo caso era la “funzione Mosè” a stendere una mano sulle acque, mentre qui:

 

[1]Giosuè si mise all’opera di buon mattino; partirono da Sittim e giunsero al Giordano, lui e tutti gli Israeliti. Lì si accamparono prima di attraversare. [2]Trascorsi tre giorni, gli scribi passarono in mezzo all’accampamento [3]e diedero al popolo questo ordine: «Quando vedrete l’arca dell’alleanza del Signore Dio vostro e i sacerdoti leviti che la portano, voi vi muoverete dal vostro posto e la seguirete; [4]ma tra voi ed essa vi sarà la distanza di circa duemila cùbiti: non avvicinatevi. Così potrete conoscere la strada dove andare, perché prima d’oggi non siete passati per questa strada». [5]Poi Giosuè disse al popolo: «Santificatevi, poiché domani il Signore compirà meraviglie in mezzo a voi». [6]Giosuè disse ai sacerdoti: «Portate l’arca dell’alleanza e passate davanti al popolo». Essi portarono l’arca dell’alleanza e camminarono davanti al popolo.

Notate che Giosuè si serve di un qualcosa chiamato “arca dell’alleanza”? Ecco, il problema è questo: non si chiama “arca dell’alleanza”, ma “arca della testimonianza”!

I Maestri ribadiscono varie volte che l’Arca era preposta ad accogliere la “Testimonianza” come sua funzione primaria: da qui il suo primo appellativo di Arca della Testimonianza (Esodo, 25, 22; 26, 33-34; 30, 6. 26; 39, 35; 40, 3. 5. 21). Bisogna tenere sempre presente che il Tabernacolo e tutte le sue suppellettili avevano un significato e un valore simbolico, rimandando costantemente ai principi morali ed etici dell’ebraismo.

Ogni ebreo è un tabernacolo, dicono.

Una notevole coincidenza è questa: l’arca dell’alleanza  in ebraico si chiama ʾĀrôn habbərît, pronuncia moderna “aˌʀon habˈʀit”.

Come Aronne?

Aronne in ebraico si scrive cosi:  אַהֲרֹ e arca si scrive cosi ארון, che ne dite?

Mmmmh….

 

 

 

Articolo 484-ogolaceD

Nella descrizione del “decalogo” fatta in Esodo, alcuni particolari diventano eclatanti solo se visti in ottica “dodicesima.com.

Quali? Innanzitutto, le istruzioni del “dio della mente materiale” non si fermano al “decalogo” propriamente detto ma si occupano di ogni cosa, degli schiavi, dei “colpi e delle ferite”, dei “furti di animali”, di ” primizie e primigeniti”, di “doveri verso i nemici”, etc etc…

Questa roba viene chiamata “Codice dell’alleanza”.

Cioè, se il tuo dio è la “mente materiale”, queste sono le cose che essa ti impone come unica realtà!

Bisogna intendersi bene sul termine “alleanza”, perchè questa, proposta dal dio del monte Sinai, non è un patto, è una richiesta di sottomissione, anzi un comando:

 

[3]Mosè andò a riferire al popolo tutte le parole del Signore e tutte le norme. Tutto il popolo rispose insieme e disse: “Tutti i comandi che ha dati il Signore, noi li eseguiremo!”.  

 

Qui c’è un indizio notevole, cioè che “tutto il popolo insieme, rispose”…

Memorie cromosomiche? Credenze accettate? Certo che sì, il consesso a cui viene attribuito il nome di “popolo” altro non è che le memorie di tutte le vite che vi hanno preceduto, i vostri avi, che di vita in vita, hanno prodotto “voi”.

[4]Mosè scrisse tutte le parole del Signore, poi si alzò di buon mattino e costruì un altare ai piedi del monte, con dodici stele per le dodici tribù d’Israele. [5]Incaricò alcuni giovani tra gli Israeliti di offrire olocausti e di sacrificare giovenchi come sacrifici di comunione, per il Signore. (l’incipit in neretto é l’operazione di copiatura eseguita alle quattro di mattina).

[6]Mosè prese la metà del sangue e la mise in tanti catini e ne versò l’altra metà sull’altare.

[7]Quindi prese il libro dell’alleanza e lo lesse alla presenza del popolo. Dissero: “Quanto il Signore ha ordinato, noi lo faremo e lo eseguiremo!”.

[8]Allora Mosè prese il sangue e ne asperse il popolo, dicendo: “Ecco il sangue dell’alleanza, che il Signore ha concluso con voi sulla base di tutte queste parole!”.

[9]Poi Mosè salì con Aronne, Nadab, Abiu e i settanta anziani di Israele. [10]Essi videro il Dio d’Israele: sotto i suoi piedi vi era come un pavimento in lastre di zaffiro, simile in purezza al cielo stesso. [11]Contro i privilegiati degli Israeliti non stese la mano: essi videro Dio e tuttavia mangiarono e bevvero.

Offerte di sangue? Che roba truce… Poi c’è la questione dell’altare; cosa è? Quel punto in cui “guardate” quando siete da soli e riflettete su voi stessi. Dovete procurarvi il dvd dell’Incontro di Brescia, li viene spiegato come e perchè avete questo altare.

Ma non è finita, infatti:

[12]Il Signore disse a Mosè: “Sali verso di me sul monte e rimani lassù: io ti darò le tavole di pietra, la legge e i comandamenti che io ho scritto per istruirli”.

[13]Mosè si alzò con Giosuè, suo aiutante, e Mosè salì sul monte di Dio. [14]Agli anziani aveva detto: “Restate qui ad aspettarci, fin quando torneremo da voi; ecco avete con voi Aronne e Cur: chiunque avrà una questione si rivolgerà a loro”.

Spero che non vi sfugga la faccenda di Aronne e Cur, questo rappresenta lo stato della coscienza senza la “funzione Mosè”, cioè superstizione e comprensione errata.

[17]La Gloria del Signore appariva agli occhi degli Israeliti come fuoco divorante sulla cima della montagna. [18]Mosè entrò dunque in mezzo alla nube e salì sul monte. Mosè rimase sul monte quaranta giorni e quaranta notti.  

Un ulteriore riferimento a quella “striscia rossa” che appare al di sopra della testa? Intendendo la testa “la cima della montagna del corpo”?

Ma ecco che inizia il capitolo 25, dove quel dio della “mente materiale” dà il meglio di sè: Es 25,

[1]Il Signore disse a Mosè: [2]“Ordina agli Israeliti che raccolgano per me un’offerta. La raccoglierete da chiunque sia generoso di cuore. [3]Ed ecco che cosa raccoglierete da loro come contributo: oro, argento e rame, [4]tessuti di porpora viola e rossa, di scarlatto, di bisso e di pelo di capra, [5]pelle di montone tinta di rosso, pelle di tasso e legno di acacia, [6]olio per il candelabro, balsami per unguenti e per l’incenso aromatico, [7]pietre di ònice e pietre da incastonare nell’efod e nel pettorale. [8]Essi mi faranno un santuario e io abiterò in mezzo a loro. [9]Eseguirete ogni cosa secondo quanto ti mostrerò, secondo il modello della Dimora e il modello di tutti i suoi arredi.

Vi pare che DIO, il Principio Direttivo di tutte le cose, il “Tutto in Tutto ciò che è” possa chiedere una offerta? La cosa assume una dimensione grottesca. Quindi se quel “decalogo” è un “falso”, deve esistere una sorta di “decalogo opposto” che è “vero”.

Infatti, ma deve essere letto non come “identità”, come “Io-mentale”, ma come “parte integrante del tutto”.

Letto in questo modo esso diventa una presa d’atto, una considerazione intellettiva “superiore”… Grosso modo l’opposto del decalogo dovrebbe essere così:

1) Il Principio Direttivo vide suo figlio, il Cristo e disse: “Questo è il Signore  della Mia Essenza”, a cui ho dato dominio sul cielo e sulla terra e su tutto ciò che è in essi.

2) Poichè questo Figlio è Emanato da Me stesso, non soggiace a nessun altro potere che al suo, in quanto Perfetto Ideale, ha lo stesso Potere che Io ho.

3) A questo Figlio non do nessun comando, e cooperando con Me, non avrà bisogno di nessun altro.

4) Non fare nessuna immagine o rappresentazione di Me ma conosci che sei Dio, amalgamato  a Me e insieme a Io Sono, siamo uno. Onora questa Causa o Principio, sapendo che è tuo Padre e Madre.

5) Non uccidere o ferire alcuno perchè ogni creatura è una tua creatura, quindi uccidi o ferisci te stesso.

6) Non ruberai perchè ruberesti alla Causa

7) Non darai alcuna falsa testimonianza contro nessuna delle tue creazioni, perchè testimonieresti contro la Causa, che è te.

8) Non desidererai nulla perchè perchè desidereresti la Causa, che è te.

9) Non commettere adulterio perchè qualunque cosa avrai fatto a quella creatura l’avrai fatta a te stesso.

10) Rispettando questo riconoscerai che Tu sei il Sopra e il Sotto, la Causa e l’effetto, il Principio Perfetto, Dio.

Minchia Johnny…

 

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