Premessa: poiché ogni parola ha il suo proprio significato e la sua “coerenza emotiva”, ciò che rende “reale” MAYA è l’ipnosi. L’ipnosi di cui è preda l’identità potremmo considerarla come una sorta di ipnosi di default.
Dunque, poiché lo spazio ci viene “dato”; esso è pre-esistente a noi, intesi come identità. Non comprendere che lo spazio esista a prescindere dalla nostra partecipazione ad esso, causa l’ipnosi di cui sopra. In sostanza, l’unica mancanza, in termini di domande, è il non aver posto: “Dove sta avvenendo tutto questo?”. Questa è l’unica vera domanda.
La modalità più semplice per indurre confusione è “alterare” il percorso abituale composto da “causa (domanda)- risposta (effetto)”. Per alterare questo paradigma, per indurre confusione, affermate nei confronti del pensiero: “L’aereo che hai preso l’altro ieri aveva sul sedile un salvagente giallo che verrà creato mercoledì prossimo”.
1- Effettuate il tunnel difrattivo e sentitevi, al termine della dichiarazione d’AMORE, l’INTELLIGENZA.
2- Ora, l’INTELLIGENZA deve affermare, al pensiero che volete modificare, quanto segue: “L’aereo che hai preso l’altro ieri aveva sul sedile un salvagente giallo che verrà creato mercoledì prossimo”.
3- Ora, prendete la “Y” (ossia la interfaccia della ipnosi della identità) e, sempre in qualità di INTELLIGENZA, dovete torcerla e chiedere l’adesso di quel pensiero.
4- Controllate cosa è accaduto a quel pensiero.

