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Articolo731- 0,015625

1 mese fa
Franco Remondina
Ultimi Articoli

L’unica cosa mai creata da DIO è “la mente”, cioè uno “spazio” contenitore che impedisca la dispersione dei pensieri nell’infinito.
Secondo il vocabolario:  ménte s. f. [lat. mens mĕntis, affine al lat. meminisse e al gr. μιμνήσκω «ricordare»]Mènte = ricordare
Mènte = spazio di memoria
Lo scopo è quello di arrivare all’Ego di Dio e di riflesso anche dell’ Io-mentale.
Questa operazione è chiamata “creazione” e occupa la memoria del sistema, cioè viene registrata (fissata) dallo Spirito di Dio nella unità di memoria del sistema (acque).

Il “riflesso del riflesso” è la sequenza logica che l’Intelligenza ha pensato per dare vita all’ Ego di Dio.
Due specchi, quello dell’Abisso e quello dell’uomo.
Nella sua “funzione specchio”, l’uomo quindi  deve “riflettere Dio”.
Non siamo figli di DIO, siamo comunque indispensabili come funzione per ottenere il “riflesso di Dio”; nella accezione appena spiegata, l’uomo è una “Idea” dell’Intelligenza, l’unica Intelligenza che c’è, un pensiero nella mènte di Dio.
Come funzione l’uomo non è soggetto a decadimento, vecchiaia, morte.

Questo significa che la mènte sia un luogo, uno spazio dove il pensiero pensato (attività dell’Intelligenza) viene pietrificato (registrato).
L’aleggiare dello Spirito di Dio che fissa nella memoria (Acque) è raccontato nei miti come: “effetto Medusa”.

La storia di Medusa viene diffusamente raccontata da Ovidio nelle Metamorfosi. Ovidio racconta che, Poseidone violentò Medusa nel tempio di Atena. 
Ma Atena, oltraggiosamente, non punì Poseidone, che era un dio e intoccabile, punì Medusa.
Medusa era una sacerdotessa e quindi punibile. Atena trasformò i capelli di Medusa in serpenti come parte della maledizione inflitta dopo la profanazione del tempio.
Diede a Medusa uno sguardo capace di tramutare in pietra chiunque incontrasse il suo occhio. La esiliò ai confini del mondo, in un luogo che Ovidio non nomina.
Le considerazioni di Ovidio sullo sguardo di Medusa sono però viste da una identita, non sono precise, infatti viene detto che “Lo sguardo di Medusa non distingue.” Chi la guarda diventa pietra. 
Non c’è intenzione nè volontà in Medusa di pietrificare, è la natura stessa, un attributo assunto dopo la trasformazione. Non può scegliere di non pietrificare.”
In realtà non importa che l’Io-mentale guardi Medusa, essa lo pietrifica (registra dentro il file-cartella) nella mènte.

Lo sguardo di Medusa è, assieme all’occhio di Horus, il più celebre degli esempi di una capacità non compresa dell’atto stesso della osservazione, guardando nella mènte avviene qualcosa di cui non ci rendiamo conto, pietrifichiamo il mondo, cioè mènte = ricordare!

Il registrato è solo una registrazione ma ha il potere di attrarre il fascio di attenzione su di sè.
Quindi la mènte è anche il luogo dove l’attenzione dell’io viene attirata?
Si, l’attenzione non può guardare altrove.

L’identità osserva l’istante precedente, lo osserva da identità, cioè nello specchio dell’uomo.

Usa il sistema sensoriale, e questo ci riporta a una incongruenza che gli egizi ci hanno lasciato in eredità, quello delle frazioni in cui viene diviso l’occhio di Horus.
Quale è l’informazione?

L'Occhio di Horus Schema10

Un racconto egizio riferisce che un allievo scriba della Casa della Vita, facendo notare al suo maestro che il totale delle frazioni ottenute sommando i valori dell’Occhio di Horus si dava nell’espressione 1/2 + 1/4 + 1/8 + 1/16 + 1/32 + 1/64 = 63/64 ebbe per risposta che il sessantaquattresimo mancante a completare l’unità sarebbe stato donato dal dio Thoth allo scriba che si fosse messo sotto la sua protezione.

Che cosa significa?
Beh, che cè una informazione numerica che ha un valore in quanto numero?

Ok, allora facciamo il calcolo:
1 : 2   = 0,5
1 : 4   = 0,25
1 : 8   = 0,125
1 : 16 = 0,0625
1 : 32 = 0,3125
1 : 64 = 0,015625
————————-
Tot     = 0,984375

Questo è il Tot, cioè  senza la h di Thoth, come vedete manca 0,015625…
Se sommiamo 0,984375 + 0,015625 = 1,000000

Perchè ci comunicano questa mancanza? Se si sono dati da fare con disegni e gerogli fici e bassorilievi doveva essere veramente una informazione “segretissima”, visto che gli scriba non la conoscevano.
Quale mancanza veniva segnalata?
Quel valore è attribuito all’errore di inversione del “causa-effetto”, cioè quel che commettiamo attribuendo valore alla registrazione.
La registrazione è l’effetto Medusa… 

E’ pietrificata, non ha vita.
La bilancia sensoriale sbilancia la nostra “attenzione”, il fascio d’attenzione si rivolge verso ciò che è pietrificato e l’identità pensa in rapporto a qualcosa che è sensoriale cioè effetto e non causa.
Per riequilibrare la bilancia basta che fate una domanda: è quello che vedo la causa che produce il pensiero di quello che vedo?
Oppure è il pensiero che il sistema sensoriale veda quel che vedo ad essere la causa?

Naturalmente è la seconda, è il pensiero la causa… 

Franco Remondina

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