Gv 5;19:
“Gesù quindi rispose e disse loro: In verità, in verità io vi dico che il Figliuolo non può da se stesso far cosa alcuna, se non la vede fare dal Padre; perché le cose che il Padre fa, anche il Figlio le fa similmente.”
E’ sicuramente un passo che contiene una informazione cruciale: esiste una causa e esiste un effetto!
Il Figliolo è “effetto” e il Padre è la causa!
Questa è la relazione logica, ma capire cosa veramente vuol dire quel passo non c’è nessuno che lo abbia capito, o compreso.
Di certo quel che si comprende è che c’è una “relazione” diretta.
relazióne s. f. [dal lat. relatio -onis, der. di referre «riferire», part. pass. relatus]. – 1. L’azione e il fatto di riferire
E’ una azione specifica: riferire v. tr. [lat. referre, comp. di re- e ferre «portare»
Portare dove?
Le parole hanno il loro significato, in questo caso “qualcosa viene portato da un luogo a un altro luogo”.
Per capire di cosa si tratta bisogna sempre tornare all’inizio del Principio, cioè quando apriamo il capitolo iniziale di Genesi…
“All’inizio del Principio Dio creò i cieli e la terra e la terra era informe e vuota e stava sulla faccia dell’Abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque e Dio disse “Sia la luce e la luce accadde…”
Sfortunatamente la Genesi comincia così, niente ci viene detto delle ragioni per cui DIO (qualunque cosa sia Dio) compie l’azione di “creare”, sfortunatamente non ci viene neppure detto in cosa consiste il “creare” nè ci vengono date informazioni su cosa sia “lo Spirito di Dio”, nè perchè ci siano già “le acque”.
Ecco, noi partiamo da lì.
Sappiamo che tutte le civiltà che ci hanno preceduto hanno lasciato indizi, hanno comunicato indizi che riguardavano una figura come il cerchio, tale figura compare ovunque.
Ho già fatto notare che la formula che usiamo per trovare la circonferenza, C = 2 X π X r…
Se “il Signore” è il π cioè il 3,14, allora abbiamo un problema: dato qualunque centro, qualunque raggio moltiplicato per 3,14 produce metà circonferenza!
Cioè: il cerchio è informe e vuoto!
Metà circonferenza…
Oh si, certo, sembra risolvibile moltiplicando per 2 il raggio o moltiplicando per 2 il π, ma in termini di ragionamento è un problema, c’è differenza tra pensare il raggio e pensare il diametro (cioè 2 volte il raggio).
L’Intelligenza pensa il raggio ma sa che deve raddoppiarlo? No, non funziona così, per il semplice fatto che in tal modo l’Intelligenza non potrebbe MAI pensare un raggio unitario.
L’alternativa sarebbe quella di pensare il π raddoppiato, ma allora ci sarebbe un doppio Dio, (Esodo capitolo 3;14: Io sono quello che sono.) , quindi?
La soluzione trovata è quella dello specchio!
Nel testo della Bibbia Martini è “la faccia dell’Abisso”: 1 Al principio creò Dio il cielo e la terra.2 E la terra era informe e vota, e le tenebre erano sopra la faccia dell’abisso: e lo spirito di Dio si movea sopra le acque.
Sostanzialmente, la terra è il cerchio e poichè era metà, viene messo davanti a uno specchio e la metà circonferenza diventa una circonferenza intera.
Il “riflesso”!
Perchè viene usato il termine “abisso”? Qui la cosa diventa davvero logica, abisso è qualcosa di insondabile, anche l’Ente Vita è insondabile, essendo un ente infinito, la Vita non può essere contenuta dentro un qualsivoglia cerchio! Men che meno dentro un qualsivoglia “metà cerchio”!
Risolto il problema del “metà cerchio” attraverso lo specchio dell’Abisso, l’Intelligenza ha a disposizione un cerchio “vivo”, è grazie all’Ente Vita che l’Intelligenza (il Padre) può pensare e che può rendere vivo qualunque pensiero.
Il “riflesso” rende vivo il Padre?
Il “riflesso di Dio” non è DIO, infatti Gesù (il Figliolo) lo chiama Padre perchè tutto avviene per mezzo di quel riflesso.
Il cerchio impone la sua stessa verifica, cioè, se dal centro, tramite il “riflesso” si ottiene un cerchio, anche dalla circonferenza applicando lo stesso processo si deve ottenere una metà cerchio e la metà della circonferenza deve passare per lo stesso centro.
Ma questa verifica presuppone che ci sia un secondo specchio, quello del “Figliolo”.
Per questo Gesù dice:“… il Figliuolo non può da se stesso far cosa alcuna, se non la vede fare dal Padre; perché le cose che il Padre fa, anche il Figlio le fa similmente.”
Il problema è che questo secondo specchio è “plasmato” con “polvere del suolo”, si chiama “uomo”!
Quindi ci sono due specchi, lo specchio del Padre e quello del Figliolo, il Padre guarda nello specchio dell’Abisso, il Figliolo guarda nello specchio dell’uomo.
Il Padre è l’unica Intelligenza che c’è, qualsiasi pensiero proviene dal Padre che lo rende vivo usando lo specchio della Vita (Abisso), mentre il Figliolo “SE NON LA VEDE FARE DAL PADRE, NON PUO’ FARE NESSUNA COSA”.
Il Figliolo come “VEDE”?
Deve guardare dentro lo specchio dell’uomo (plasmato con polvere del suolo) lo specchio del Padre, cioè il Figliolo guarda “IL RIFLESSO DEL RIFLESSO”, per questa ragione la formulazione in Mt 7;7-10
7Chiedete, e otterrete: cercate, e troverete: picchiate, e saravvi aperto.8 Imperocché chiunque chiede, riceve: e chi cerca, trova: e sarà aperto a, colui, che picchia.9 È chi mai è tra voi, che chiedendogli il suo figliuolo del pane, gli porga un sasso?10E se gli domanderà un pesce, gli darà egli una serpe?
Questo passo è stato frainteso, dice: “Chiedete e vi sarà dato”, ma poichè dal punto di vista dell’identità lo specchio che osservate non è quello del Padre, guardate attraverso il vostro specchio lo specchio del Padre, cioè state guardando “il riflesso del riflesso”.
In tal caso dovreste agire sapendolo, non è “chiedete” ma “chiedete il chiedere”, solo così vi verrà dato, solo “bussando il bussare” farà aprire…
Siamo in questa situazione: il riflesso del riflesso!
Almeno Gesù, ammesso che sia mai esistito un Gesù, usava il riflesso del riflesso: in verità, in verità…
Più riflesso di così….

