C’è una questione essenziale che soggiace ai primi tre capitoli di Genesi, quella dell’azione creatrice di Dio, tale azione era una necessità?
La risposta è: sicuramente SI.
La lettura delle Scritture è stata il generatore massimo della confusione, il presupposto di tutto l’errore.
Effettuiamo quindi una ulteriore analisi del testo…
1 In principio Dio creò i cieli e la terra.2 Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.
3 Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu.
4 Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre
5 e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno.
Osservando il testo si nota che c’è una sorta di premessa all’azione
1 In principio Dio creò i cieli e la terra.2 Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.
E’ una condizione primaria, un “fermo immagine”, se lo decrivessimo diversamente da come è stato descritto dalle superstizioni religiose e lo restituissimo all’ambito logico, verrebbe da leggerlo in questo modo:
All’inizio il Principio Intellettivo si rese conto di non poter ragionare su TUTTI I PENSIERI, si rese conto che doveva estrarre da TUTTI I PENSIERI, un pensiero.
TUTTI I PENSIERI = I CIELI
UN PENSIERO SPECIFICO = TERRA
Ecco, cosi va meglio!
La creazione è quindi un atto di pensiero.
Ma c’è dell’altro, c’è una sorta di dinamica inclusa. Scomponendo figurativamente il passo in “prima e dopo” le cose diventano chiare.
La prenderò in maniera diretta: Un pensiero viene pensato “intero”, cioè non può venire pensato “a pezzi”…
Perchè ve lo dico?
Perchè in tal modo posso dirvi anche come viene poi letto nella registrazione dell’Acqua, cioè “pensato”.
Vi ho detto che la condizione primaria, il “fermo immagine”, stabilisce una condizione indispensabile della Logica dell’Intelligenza, cioè un pensiero viene pensato “intero” e viene “registrato” nella memoria dell’ Acqua “intero”. Cosi,viene registrato come un programma informatico, cioè deve mostrare SEMPRE l’inizio, deve aprirsi mostrando l’inizio.
Capite bene che perchè questa condizione venga rispettata, il pensiero viene inserito dalla “Fine” ==> “all’Inizio”, in modo che aprendo il File del documento esso appaia “all’inizio”.
Questa “dinamica” è codificata precisamente e invariabilmente da un “algoritmo”…
(In matematica e informatica un algoritmo è la specificazione di una sequenza finita di operazioni (dette anche istruzioni) che consente di risolvere tutti i quesiti di una stessa classe)
L’Algoritmo di Dio?
Possiamo vederlo in quel passo, dopo aver estratto da tutti i pensieri “il pensiero desiderato”, entra in funzione l’Algoritmo, “il pensiero desiderato” viene messo “in faccia all’Abisso”= Operazione 1
Lo Spirito di Dio aleggiava = Operazione 2
Sopra le Acque =Operazione 3
La descrizione iconografica di questo Algoritmo è quindi un Triangolo.
Per la precisione un Triangolo Equilatero.
Eccolo

Esso è l’Espressione di sè stesso!
Al suo interno infatti racchiude i Quattro Enti, Intelligenza-Vita-Spirito-Acqua.
E’ un sistema chiuso, non può essere aperto…
La creazione è un atto specifico di pensare l’infinito in un pensiero finito.
E c’è questo, il pensiero è bidimensionale e apparirà leggibile nella unità di memoria dell’acqua, quindi e’ grazie all’Algoritmo di Dio che ne rimane “traccia”, cioè viene reso “tridimensionale”.
E’ l’Intelligenza che legge la registrazione, quindi deve in un certo modo esserci un Esagono Originale…
Infatti c’è!

Al centro c’è “il pensiero pensato”, che è “la Terra” in Genesi 1, esso è incasellato nell’Esagono di memoria.
Osservando il centro, si forma il cubo.
Cosi anche i “Quattro enti” sono registrati?
Si!
Una creazione maestosa che rappresenta comunque ESSA STESSA come Unica Causa.
Ovviamente il “centro” è il solo punto di osservazione possibile ed è SEMPRE occupato dall’Intelligenza.
Essendo equidistanti dal centro gli altri Enti, Vita-Spirito-Acqua sono la base di un Tetraedro Divino. Anche in questo caso c’è il passaggio per la Tridimensionalità, dal triangolo all’esagono e quindi il cubo.

