Per comprendere l’unico atto di creazione che l’Intelligenza Maggiore compie, cioè l’Algoritmo di Dio, bisogna ripercorrere il suo stesso ragionamento.
Questa operazione permette di riassumere a noi stessi COME facciamo a pensare!
In effetti, se di genesi si deve parlare, i primi due capoversi del primo libro della Bibbia, raccontano come l’Intelligenza Maggiore ha cominciato a pensare.
Del resto, se avesse già saputo pensare, quello non sarebbe l’inizio del Principio.
Comincia a pensare in quel momento lì.
Ecco quindi che bisogna ripercorrere passo passo quel che Lei ha fatto, in tal modo, ragionando come se fossimo Lei, la nostra capacità di astrazione ci condurrà in un “ambito diverso”, sapete come si dice: se sei grigio come un elefante, hai la proboscide come un elefante, barrisci come un elefante, allora probabilmente sei un elefante.
Il punto è che se, anche per un solo istante, cambi “ambito”, questo signica che sei finito nell’esagono maggiore, quello dell’Intelligenza Maggiore.
Cominciamo dalla prima operazione.
Pensare è un atto bidimensionale, l’Ente Intelligenza sa che anche un pensiero deve avere un posto dove accadere, deve avere uno spazio preciso dove avvenire.
In quello spazio DEVE avvenire solo quel pensiero, ne consegue che ci sia uno “spazio contingentato”, una “quantità finita” di spazio.
Un cerchio!
Non una sfera, un cerchio, ricordate che siamo in una modalità bidimensionale!
Inoltre, il pensiero del “volume” non è ancora nato.
Il cerchio è la scelta più logica a fronte di quel passo di Esodo, capitolo 3, versetto 14, in cui YHWH si definisce: Io sono colui che sono.
La numerologia parla da sola:3,14
Lo sapete da soli che è il Pi-greco, è il numero che permette di conoscere la forma dello spazio, di delimitare con precisione una distanza equidistante da un punto, il cerchio.
E’ la prima operazione compiuta dall’Intelligenza!
Una volta stabilito dove il pensiero debba accadere c’è da includere in quello spazio anche quel che l’Intelligenza Maggiore pensa “ci debba essere”, cioè gli altri TRE ENTI, Vita,Spirito, Acqua.
Essendo infiniti non è possibile concepirli, vederli, pensarli. Perciò l’Intelligenza Maggiore se li rappresenta uguali, cioè uniti in un insieme, viene cosi il Triangolo Equilatero.
Essendo la somma degli angoli interni di un triangolo =180°, poichè ci sono tre enti viene logico considerare di dividere il cerchio in 6 porzioni uguali, perchè anche se la figura pensata è bidimensionale, l’Intelligenza può osservarla da davanti o da dietro, da sopra e da sotto e da destra a sinistra, cosi essendo l’angolo giro di 360° la figura che ricaviamo è quella di un esagono.
E c’è una seconda ragione, la memoria del sistema è l’ ACQUA, ecco un cristallo di ghiaccio
Fantastico vero?
Naturalmente il “pensiero pensato” non può avere l’àmbito dell esagono riguardante i tre Enti, deve avere un sotto-ambito, infatti compare un altro cerchio, quello all’interno del Triangolo rappresentante i tre ENTI, Vita, Acqua, Spirito…
E’ questo che significa “a immagine e somiglianza”?
Si, una volta imparato a pensare, tale divisione, selezione di spazio, avviene a ogni livello.

Del resto il passo iniziale della Bibbia lo dice espressamente: il pensiero estratto da tutti i pensieri, era bidimensionale, cioè senza forma e vuoto, ma… stava in faccia all’Abisso, ormai sapete che Abisso=Vita e lo Spirito di Dio aleggiava sopra le Acque.
Ecco che lo spazio all’interno del triangolo è l’ambito del pensiero.
E’ lì che può avvenire il volume!
Se si osserva da fuori, compare il cubo!

Certo è un “cubo apparente”, cioè che appare solo grazie a quella Y con le “braccia” in alto.
Ma c’è un particolare importante, la seconda Y.
Quante sono le Y?

Sono 6!
Tre verdi e tre marroni.
E hanno una caratteristica, dividono esattamente a metà il raggio dell’esagono.
Ogni Y contrassegna questa divisione, nei vangeli questa roba è chiamata M, come Maria, anzi le TRE MARIE.
Perchè ve lo dico? Perchè è M che dà la vita, cioè che, nel ragionamento logico dell’Intelligenza maggiore, fa diventare vivo: il pensiero, la registrazione nell’Unità di memoria di quel pensiero, accessibile all’osservazione nell’Acqua.
(continua)

