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Articolo 638-La “somiglianza”

2 anni fa
Franco Remondina
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La creazione è un processo semplice, basato su una sola operazione: l’esclusione!
In questi termini, il primo capoverso di Genesi 1, lo mostra in modo inequivocabile: 1 In principio Dio creò i cieli e la terra.
2 Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.

Quel che si legge è inquinato da millenni di formattazioni a base religiosa, ma se cambiassimo il lessico in termini di processo logico, l’operazione diventerebbe clamorosamente evidente:
All’inizio del Principio dell’Atto di Pensiero, l’Intelligenza si trova nella condizione di pensare. Per farlo ha a disposizione Tutti i pensieri possibili e DEVE applicare l’esclusione. Esclude tutti i pensieri tranne uno.
Questo è quel che c’è scritto nel passo 1, ma poi viene descritta l’operazione nel passo 2:

Il pensiero scelto viene separato dal resto, viene reso vivo dall’Ente Vita, viene copiato dall’ente Spirito nella memoria dell’Ente Acqua!

Naturalmente le persone leggono e se lo rappresentano come se fossero in una chiesa, in tal modo non capiscono e non non riconoscono che stanno facendo continuamente quella operazione.
E’ l’atto di pensiero! E l’intelligenza può compiere solo quell’atto, può solo pensare!
Questo è quel che viene descritto: L’unica operazione che si può fare e l’unica operazione che viene fatta.

“Grande è il segreto del Matrimonio! Poichè senza di esso il mondo non sarebbe esistito” (Vangelo di Filippo)

Il modo con cui avviene l’atto di pensiero è stato occultato da ogni scuola misterica e soprattutto non attenzionato, a nessuno importa di sapere come fa a pensare, eppure è l’unica cosa che una persona può fare.

Dal punto di vista di una persona normale questo atto di esclusione viene dato per scontato, di automatico. E’ chiaro che non è conosciuto!

Essendo l’atto di pensiero basato sull’esclusione, la persona lo applica in questo modo: osserva i pensieri che fa, da una prospettiva specifica, cioè li osserva come se lei fosse dentro il corpo.
In tal modo divide il mondo in: a) ciò che è me, b) ciò che non è me
Se la persona ritiene di essere dentro il corpo, lo spazio che non è occupato dal corpo è considerato “non me!”, cioè diventa “il fuori di me”.
E’ una rappresentazione che ciascuno ha, esisto io e esiste il fuori di me.
Ma non è vera, l’intelligenza non è nel corpo…
Quando pensate a voi stessi, vi pensate come se vi vedeste da davanti, in uno specchio.
Questo dimostra che non siete nel corpo.
Questa divisione però è davvero una cosa speciale, nessuno tranne voi può sapere come vedete il verde dell’erba, o nessuno tranne voi può sapere come vi innamorate, o nessuno può sapere che gusto ha per voi un gelato o che odore ha per voi una rosa.
Quel “fuori di voi” è unico, se voi morite, nessun altro potrà conoscere quel fuori.
Di fatto, il “fuori di voi” è di vostra esclusiva pertinenza.
Se è cosi, allora il “fuori di voi” dipende da voi, lo “create voi”!

Avete potere su quel “fuori di voi” che create!

Per fare quel “fuori di voi”, avete escluso tutti gli altri “fuori di voi” che avevate a disposizione.
Dove sono andati a finire i “fuori di voi” che avete escluso? Nei cieli!

Torniamo alla descrizione fornita da dodicesima.com, quella del firmamento!
Il piano equatoriale è il cerchio dal diametro massimo, peraltro l’unico diametro che può essere preso in considerazione…
Il Vangelo di Filippo parla del “segreto del matrimonio”, ma ormai sapete che il matrimonio è tra padre e madre, cioè tra 兀 e Raggio.
Senza il cerchio e per estensione tridimensionale, la sfera, il mondo non sarebbe esistito.

Il piano equatoriale è parte indispensabile dell’atto di divisione, divide le acque di sotto dalle acque di sopra, una sorta di membrana che però deve permettere la interdipendenza tra le acque.
Una cosa è però certa, il terzo giorno:  9 Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e appaia l’asciutto». E così avvenne. 10 Dio chiamò l’asciutto terra e la massa delle acque mare. E Dio vide che era cosa buona.

Perchè delle acque di sopra non si parla più?
E’ semplice, la divisione è stabilita “cosa buona”, cioè le acque di sotto sono adibite all’immagine, mentre la somiglianza attiene alle acque di sopra.

Se la creazione in genesi 1 è di 6 giorni, 3 giorni sono sopra e 3 giorni sono sotto.

Genesi capitolo 2 è l’anteprima dell’aspetto tridimensionale, non c’è più Dio, ma “il Signore Dio”, non c’è alcun rifacimento del “Sia la Luce”, non c’è nessuna creazione del firmamento, non vengono ricreati il Sole e la Luna, in genesi 2, l’uomo creato a immagine viene reso tridimensionale dalla “somiglianza”, il programma bidimensionale.

7 allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente.
8 Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato.

Il fatto che si parli di “giardino” è fuorviante, il termine originale significava “recinto”, ma pareva brutto, perciò è stato abbellito.
Perchè il recinto è posto ad Oriente?
E’ posto all’inizio della “cronologia”, visto che il sole creato in Gn1 al quarto giorno aveva esattamente quel compito: Gn1,16-18

16 Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle.
17 Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra
18 e per regolare giorno e notte
e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che era cosa buona.

Il recinto è l’apparente cubo! E Gn 2 rivela che quel “recinto”, ha punto centrale importantissimo:

9 Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male. 

L’albero della vita e l’albero del bene e del male sono entrambi in centro!

Non ve l’hanno detto a catechismo?
E’ scritto li!

ll primo al centro del piano equatoriale sopra, il secondo è al centro dello stesso piano equatoriale, però sotto!

Cosi, i miti raccontano una storia e una informazione, ma è l’informazione lo scopo del mito. 

Il mito del traghettatore, altro non è che il modo in cui le acque di sopra, ovvero il sistema bidimensionale, la SOMIGLIANZA, comunica con le acque di sotto!
La rappresentazione grafica permette una descrizione adeguata…

Ci sono i 6 cerchi dentro il cerchio interno al triangolo.
Tuttavia nella “tridimensionalità” noi vediamo solo 3 facce del “cubo apparente”, osservate quindi il “traghettatore”, quel cerchio dentro il cerchio interno…

Notate che si possono vedere solo 3 facce del “cubo apparente” ?
Ora, se osservate i cerchi blu, verde e ocra essi sono generati dalla Y capovolta, quella tratteggiata, è la faccia nascosta dell’obolo.
E’ cosi che comunica! 

Franco Remondina

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