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Articolo 715-La “sostanza” del Principio

6 mesi fa
Franco Remondina
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La creazione è, per forza di cose, un “atto magico”.
Peccato che si definisca “magia” in un modo sconclusionato:

magìa s. f. [dal lat. tardo magīa, gr. μαγεία]. – In generale, pratica e forma di sapere esoterico e iniziatico che si presenta come capace di controllare le forze della natura; è stata oggetto, in varie culture e nei diversi periodi storici, di valutazioni opposte, ora considerata forma di conoscenza superiore, ora rifiutata come impostura e condannata dalle autorità civili e religiose. 1. a. Nel pensiero greco antico, il termine indicava sia la teologia dei sacerdoti persiani (v. magi), sia il complesso di teorie e pratiche collegate a realtà diverse da quelle oggetto della scienza filosofico-razionale (conoscenze soprannaturali, predizione del futuro, incantesimi): di qui anche il suo rifiuto e l’accezione di pratica illecita e fallace. b. Nel mondo ellenistico e tardo antico, la magia, soprattutto in alcuni ambienti filosofici e religiosi, si viene definendo come forma superiore di conoscenza cui corrisponde una concezione del mondo retto da forze spirituali, intermedie tra l’uomo e la divinità suprema, con le quali si entra in contatto per il tramite di riti e pratiche mistiche e religiose.

Tradotto in sintesi: non sappiamo, non ce lo spieghiamo, non capiamo…

Domanda: esiste la magia?
Risposta: non esiste alcuna magia!

Questo dovrebbe chiarire molti aspetti, evocare il termine magia significa semplicemente che “non siamo capaci di analizzare il chi, come, dove, quando e soprattutto perchè”!
Il termine magia è un esorcismo lessicale che serve a non investigare un ambito specifico, quello del “mondo” che vediamo.

Inoltre ci sono altri aspetti implicati, per esempio quello che la creazione, in quanto “atto magico” sia non spiegabile attraverso la logica e il processo deduttivo dell’intelligenza.
Ma questo vìola il “Principio”, cioè che l’azione di creare sia fatta da un Ente Intelligente.
La magia è una superstizione e non può appartenere all’unica e sola Intelligenza che c’è, la creazione essendo un Principio, come per il “pricipio di Archimede” che afferma “un corpo immerso in un liquido, riceve una spinta verticale dal basso verso l’alto, pari al peso del liquido spostato” è opera di una intelligenza, ha in sè stesso una causa e il relativo effetto!

Un principio non agisce casualmente una volta si e una volta no, è una sequenza di azioni che una volta applicato produce sempre l’effetto previsto.
Non c’è magia nella creazione, c’è logica.

Precisato questo, proseguiamo nella descrizione del processo che la sola Intelligenza che c’è DEVE aver fatto…
Tolto di mezzo ogni superstizione, non ci resta altro che “andare dove nessuno è mai andato” per descrivere quel che nessuno ha mai descritto.
Cominciamo: di che “sostanza” è fatto il Principio di Dio?

Nell’articolo precedente si afferma che l’Intelligenza osserva da tre parti, intendendo che comunque sia, tutto è incorporeo.
Come potete capire oltre ogni dubbio che è così?
Semplicemente fate così: chiudete gli occhi e pensate di essere al mare e di stare camminando sulla spiaggia. Vedete le onde che arrivano e si infrangono sul bagnasciuga; c’è dell’altra gente che cammina come voi. Ci sono delle conchiglie qua e là, il sole scalda la pelle e si sente odore di salsedine…
Fatto?
Ok, non è il mare a pensare “voi”, nemmeno la spiaggia pensa “voi”, le onde non pensano “voi” e neppure le altre persone che vedevate pensavano “voi”, le conchiglie non vi pensavano e neppure il sole vi pensava!
Siete voi a pensare il mondo, solo voi!

Il Principio è all’inizio, noi lo chiamiamo Dio e quindi, in realtà, il “Principio di Dio” è Lui stesso.

Gn1;1-2: 1 In principio Dio creò i cieli e la terra.
2 Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.

Cosa è avvenuto prima di quel Principio?
La descrizione di Genesi sembra un gioco di prestigio, et voilà, Dio (qualunque cosa sia Dio il testo non lo accenna) compare improvvisamente e ..zacchete… crea i cieli e la terra. Le ragioni sono sconosciute…
Ma c’è di peggio, Dio compare e crea i cieli e la terra, senza accennare a “dove” compare, cioè ogni cosa per avvenire o essere deve avere un luogo dove poter avvenire o poter essere.
Nulla ci viene detto riguardo a questo, nè del perchè all’Intelligenza sia venuta questa smania di agire secondo tale Principio.
Tuttavia nell’articolo precedente c’è questa premessa:

… la constatazione che la logica ci offre è evidente: ci sono solo quattro enti, tre enti FANNO QUELLO CHE SONO, cioè la Vita è la vita, cioè fa quel che è, l’Acqua (la memoria del sistema) fa quel che è, lo Spirito fa quel che è, cioè l’intermediario tra gli altri tre enti e la memoria del sistema.

Abbiamo quindi tre enti che “Sono” per definizione!
L’unico Ente che non è: l’Intelligenza!
L’Intelligenza NON E’!

Oh si, certo, voi obietterete che Lei è il testimone, in tal caso capite che il testimone è e Lei non è?
Se l’Intelligenza è “testimone”, non è più quel che dovrebbe essere, cioè intelligenza.

L’Intelligenza diventando “testimone” dell’esistenza degli altri tre enti è “quieta e contemplativa”, cioè nella registrazione fatta dentro la memoria del sistema, l’Acqua, l’Intelligenza non compare.

Quale è lo scopo della creazione?
Essere!

Presumiamo logicamente che l’Intelligenza abbia capito che assumendo una identità, nel suo caso l’identità di “TESTIMONE”, compare “lo spazio” dove i quattro enti avvengono.
E’ questo che l’Intelligenza ha capito: l’identità di Dio (testimone) genera lo spazio.
Di cosa è pieno lo spazio?
Di Dio!
C’è solo Lui, quindi?     

Quindi il principio di Dio è lui stesso. Se è il tutto e è incorporeo, la materia non c’è! 

Ho detto spesso che: se puoi toccare, sentire, vedere eccetera, allora non esiste. 
Il principio è lui, è solo lui e tutta l’azione del creare riguarda lui. Se tu ti perdi il principio, allora sarai in un altro ambito che è successivo all’inizio.
In tal caso ragionare in termini di effetti, anziché di cause, ti porterà a una visione distorta. Se il principio divino è lui stesso, è Dio, cio’ che conta è dove avviene.

Il Principio decidera’ dove avvenire, cioè nel riflesso, perche’ altrimenti non potrebbe avvenire dove gia’ avviene, non puo’ avvenire dove gia’ avviene.
Quello che è il Principio avviene nel riflesso di se stesso, quindi è lui che, sostanzialmente, si specchia.

Franco Remondina

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