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ARTICOLO 424 – BANG!!!

9 anni fa
Franco Remondina
14 Montagna Di Causa
Montagna di causa
Franco Remondina

Forse, c’è bisogno di una ricapitolazione…

Tenete presente una cosa, cioè che bisogna pensare in termini diversi.

Se vi rappresentate Genesi 1 in termini peculiari, ovvero, traducendo il racconto con il vostro significato di “cielo” e “terra”, non comprenderete una mazza…

In quelle scritture viene descritto un processo metafisico; il fatto che venga interpretato materialmente, traducendo il termine “cielo” con “il cielo di cui hai esperienza” e “terra” con il “pianeta di cui hai esperienza”, ha prodotto, produce e produrrà, tutta la superstizione possibile e immaginabile.

Ripeto, la Bibbia è uno zibaldone, gli ebrei ne hanno fatto un libro sacro, ma sarà sacro per loro!

Quando cominci ad affibbiare a un oggetto materiale l’aggettivo “sacro” compi un atto idolatrico, cadi nell’idolatria. Questo porta guai in termini di comprensione.

A parte il fatto che la Bibbia che conosciamo non è la vera Bibbia originale, quella che Ezra aveva compilato e che andò persa tanti anni fa, almeno mille… a parte questo, essa risulta copiata nel suo cuore centrale dalla cosmogonia Indù. Dopo questa sterile precisazione, iniziamo la ricapitolazione.

Genesi 1 inizia con il momento zero: “In principio Dio creò il cielo e la terra”…

Come vi ho mostrato, la Bibbia del 1885 inizia con: “Nel principio Dio creò il cielo e la terra”, la differenza è che tra le due versioni, ciò che cambia, è che nella prima c’è “In”, mentre

nella seconda c’è “Nel”; sembra che siano uguali, ma sono diversi…

“In” può significare “dentro”, ma anche “In”izio…

“Nel” significa “dentro”, senza tirare in ballo il tempo.

Quello che manca in Genesi 1 è il pregresso, manca Genesi 0, cioè cosa spinge DIO a creare il cielo e la terra!

Cosa lo spinge e perché?

Senza queste domande la lettura del primo passo resta una constatazione di fatto, rimane solo una presa d’atto.

Rispondiamo a queste domande?

Sì, se vogliamo veramente comprendere quella operazione, una risposta si impone.

Quindi, la situazione è questa: DIO è tutto.

Essendo INTELLIGENTE, si chiede: “Come sarebbe se avessi esperienza di me?” (Transfert)

Poiché c’è intelligenza (e che intelligenza), il suo Transfert deve essere logico, coerente e perfetto.

In effetti, il primo problema che si pone è questo: se tutto rimane come è, se non c’è diversità, nessuna esperienza è possibile.

DIO è tutto, quindi, questo “tutto” è lui stesso.

L’analisi della INTELLIGENZA è che tutto sia “come è”, cioè, constata che sia “Spazio”.

Una simile presa di coscienza, pare nulla?

Il TUTTO è consapevole di essere tutto quel che c’è.

A questo punto essa (l’INTELLIGENZA) può ragionare solo su quello che c’è e conoscerlo, così conosce lo spazio.

L’Intelligenza si riconosce come informe e immateriale. Come primo passo, allora, specula intellettivamente in termini di spazio.

Naturalmente oltre a questo diviene consapevole che è VIVA.

Ogni cosa viva deve produrre, per il fatto che è viva, del movimento… BANG!!!!

Una tale constatazione dà il via a tutte le verifiche possibili di tale movimento!

L’INTELLIGENZA prova intenzionalmente a rallentare una parte di quel “tutto” che è!

Portando l’attenzione sul “movimento infinito” e facendo attenzione alla VITA, si producono due movimenti di Spazio:

quello Intelligente/vivo/consapevole e lo spazio che lo contiene.

E’ da qui che parte Genesi 1, è la codifica di una operazione di auto-conoscenza.

Un TRANSFERT.

Se rileggete adesso il passo, la creazione del “cielo” e della “terra” sono altro, rispetto a quel che si è tramandato.

La parola “cielo” significa: “stato di coscienza”, perciò deve esserci un qualcosa che viene chiamato “terra”, che sia pure lui coscienza, solo che il movimento è DIVERSO.

In entrambi, cielo e terra, c’è del movimento, ma cosa è che si muove? LO SPAZIO.

L’INTELLIGENZA quello conosce e ha a disposizione, e quello usa!

Ora, ha a disposizione una “diversità di movimento”, osserva la diversità di movimento e impara da sé stessa. Quanti movimenti ci possono essere? INFINITI.

Tuttavia c’è un problema: DEVE POTERLI RICORDARE, cioè per avere una esperienza essa, l’INTELLIGENZA, deve poterla ricordare. Come fa?

Stabilendo la diversità come “diversità di movimento” viene creato un precedente che dà origine a tutte le diversità (infinite) possibili.

Lo strumento del Transfert diventa l’unico strumento

funzionante conosciuto e quindi viene replicato in scala frattale.

Dentro ogni “Spazio” viene reso disponibile “quel meccanismo”.

Così, tutto è decodificabile sempre, è sempre possibile tornare indietro, a un “movimento” precedente.

Rallentando il movimento di “SPAZIO” a determinate velocità, l’INTELLIGENZA scopre la “CRISTALLIZZAZIONE”.

Uno spazio che si muove molto velocemente rispetto ad un altro! IL VORTICE.

Minchia Johnny…

Franco Remondina

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