EXODUS

Franco Remondina


 

A seguito della sfida di magia ingaggiata tra il “Signore” (per mezzo di Mosè e Aronne), e i maghi del Faraone, come epilogo viene dato un comando paradossale, questo:

Es 12, 2

2 Dì dunque al popolo, che ciascuno dal suo vicino e ciascuna dalla sua vicina si facciano dare oggetti d’argento e oggetti d’oro”.

La cosa appare paradossale vero?

Vuoi andartene dall’Egitto e chiedi a chi ti opprime di darti “oggetti d’argento e oro”? …e quelli te li danno?

Solo un imbecille può credere a una cosa del genere!

Eppure viene raccontata cosi, ma solo perchè ci sono un sacco di imbecilli. Questa roba è altro, significa altro, è evidente.

Quindi, cosa realmente significa?

Notate che il comando non è di rubare quegli oggetti, ma di “farseli dare”.

Ora, se vuoi farti dare da qualcuno una cosa, devi chiedergliela… Lasciamo stare che ci sia stata circonvenzione e truffa, siamo nel campo metafisico e in quel contesto nessuno ruba nulla a nessuno, c’è piuttosto una “condivisione di scopo”, chiedi sostegno per una causa.

Non è come appare! Se l’Egitto è la linea di sangue, allora c’è un sottofondo di domande che sono rimaste senza una risposta “intellettivamente superiore”, l’assenza di tali risposte è la molla che spinge il Sapiens a mettere al mondo figli che possano trovare quelle risposte intellettivamente superiori.

In base a questo incipit, è ovvio che ci siano memorie che parteggiano per questo scopo, infatti, la richiesta specifica che ci si deve rivolgere a coloro che sono “vicini”, non a chiunque, solo a quelli “vicini”.

Se comprendi, allora lo interpreti correttamente, altrimenti…

Ci sono anche altre informazioni che non sono quello che sembrano, che gli frega al Signore se fai il pane col lievito e sale? Invece, in Esodo 12 c’è tutta una serie di indicazioni culinarie… mah…

Proseguiamo…

Es 12, 35-36

[35]Gli Israeliti eseguirono l’ordine di Mosè e si fecero dare dagli Egiziani oggetti d’argento e d’oro e vesti. [36]Il Signore fece sì che il popolo trovasse favore agli occhi degli Egiziani, i quali annuirono alle loro richieste. Così essi spogliarono gli Egiziani.

Ribadisco, non li derubarono, anzi, al contrario, è la linea di sangue che determina la “ricerca della terra promessa”.

E’ uno scopo del genere umano!

Il popolo eletto non è decretato dal sangue, dal Dna, è decretato dall’uso dell’intelligenza. Che gli ebrei si siano dichiarati “popolo eletto” per sangue e per DNA dimostra solo che sono affetti da imbecillità.

Il termine non è usato per diffamare un popolo, ma per esortarlo a rimuovere l’imprinting culturale da “vitello d’oro”.

Fatti questi chiarimenti, si può proseguire e giungere al punto:

Es 13,11-16

[11]Quando il Signore ti avrà fatto entrare nel paese del Cananeo, come ha giurato a te e ai tuoi padri, e te lo avrà dato in possesso, [12]tu riserverai per il Signore ogni primogenito del seno materno; ogni primo parto del bestiame, se di sesso maschile, appartiene al Signore. [13]Riscatterai ogni primo parto dell’asino mediante un capo di bestiame minuto; se non lo riscatti, gli spaccherai la nuca. Riscatterai ogni primogenito dell’uomo tra i tuoi figli. [14]Quando tuo figlio domani ti chiederà: Che significa ciò?, tu gli risponderai: Con braccio potente il Signore ci ha fatti uscire dall’Egitto, dalla condizione servile. [15]Poiché il faraone si ostinava a non lasciarci partire, il Signore ha ucciso ogni primogenito nel paese d’Egitto, i primogeniti degli uomini e i primogeniti del bestiame. Per questo io sacrifico al Signore ogni primo frutto del seno materno, se di sesso maschile, e riscatto ogni primogenito dei miei figli. [16]Questo sarà un segno sulla tua mano, sarà un ornamento fra i tuoi occhi, per ricordare che con braccio potente il Signore ci ha fatti uscire dall’Egitto”.

 

Certo, leggendolo “materialmente”, questa parte appare truce, ma leggendolo alla maniera di “dodicesima.com” le cose cambiano.

La faccenda dei primogeniti, significa che devi “uccidere” ogni transfert che ha raggiunto per te il primo posto in classifica per la tua “attenzione”.

Questo riduce l’intensità della manipolazione che la linea di sangue ha su di te.

Devi eliminare il primo “transfert” di ogni aspetto nella tua coscienza.

Questo punto è davvero rimarcato assai, nella Bibbia…

Genesi 25,29-34

29 Una volta Giacobbe aveva cotto una minestra di lenticchie; Esaù arrivò dalla campagna ed era sfinito. 30 Disse a Giacobbe: «Lasciami mangiare un po’ di questa minestra rossa, perché io sono sfinito». Per questo fu chiamato Edom. 31 Giacobbe disse: «Vendimi subito la tua primogenitura». 32 Rispose Esaù: «Ecco sto morendo: a che mi serve allora la primogenitura?». 33 Giacobbe allora disse: «Giuramelo subito». Quegli lo giurò e vendette la primogenitura a Giacobbe. 34 Giacobbe diede ad Esaù il pane e la minestra di lenticchie; questi mangiò e bevve, poi si alzò e se ne andò. A tal punto Esaù aveva disprezzato la primogenitura

Ai cimentatori salterà subito all’occhio che il colore della minestra è “il rosso”, cosi come le caratteristiche di Esau, Gn 25, 25: Il primo che nacque era rosso e peloso come un mantello di pelo. Così fu chiamato Esaù.

L’accenno è al primo circuito della gioia,,,

Cercate di procurarvi il dvd Twist and shout, di Pigozzo, solo cosi riuscite a cogliere i dettagli e a tirare le correlazioni di pensieri… superiore.

E’ sottintesa una comprensione, cioè che per sostituire la primogenitura tu debba agire in un certo modo, assumendo il controllo sull’ autoricordo, sulla copiatura.

Una intelligenza è sempre consapevole!

Essendo consapevole di essere, perchè si riconosce, l’intelligenza ha la necessità di ricordarsi. Se non si ricordasse, non sarebbe intelligente.

Ricordarsi significa  avere un passato, una montagna di causa.

Quindi una identità.

Il punto è che l’intelligenza assumendo una identità, non può vivere il presente. Se vivesse il presente essa non potrebbe applicare sè stessa a nulla, infatti è quel che accade: a fronte di qualcosa, essa applica l’esclusione di tutto il resto.

Questo è il segreto dei segreti, questo è il motivo per cui non possiamo vivere il presente!

L’identità vive solo nel passato, come è stato ampiamente spiegato in una serie di articoli raccolti nel libro: NOI NOI, nella fattispecie l’Articolo 315: Il collasso della funzione “attenzione”.

Questa è la ragione per cui quel che vediamo e CIO’ CHE RICORDIAMO, non quello che c’è!

La primogenitura è QUEL CHE RICORDIAMO, è l’immagine mentale, anzi un “fermo immagine”.

Cambiare quell’immagine, non si può, come fai a cambiare una fotografia? Quel che si può fare è disattenzionarla, usare un nuovo tipo di “autoricordo”.

E’ la procedura Esau, ovvero un transfert dis-attenzionato, che supplica e che è disposto a cedere la sua “primogenitura” per una “attenzionatura estemporanea”

Ve lo faccio vedere nei prossimi incontri.

 

 

Franco Remondina