EXODUS

Franco Remondina


Nella descrizione del “decalogo” fatta in Esodo, alcuni particolari diventano eclatanti solo se visti in ottica “dodicesima.com.

Quali? Innanzitutto, le istruzioni del “dio della mente materiale” non si fermano al “decalogo” propriamente detto ma si occupano di ogni cosa, degli schiavi, dei “colpi e delle ferite”, dei “furti di animali”, di ” primizie e primigeniti”, di “doveri verso i nemici”, etc etc…

Questa roba viene chiamata “Codice dell’alleanza”.

Cioè, se il tuo dio è la “mente materiale”, queste sono le cose che essa ti impone come unica realtà!

Bisogna intendersi bene sul termine “alleanza”, perchè questa, proposta dal dio del monte Sinai, non è un patto, è una richiesta di sottomissione, anzi un comando:

 

[3]Mosè andò a riferire al popolo tutte le parole del Signore e tutte le norme. Tutto il popolo rispose insieme e disse: “Tutti i comandi che ha dati il Signore, noi li eseguiremo!”.  

 

Qui c’è un indizio notevole, cioè che “tutto il popolo insieme, rispose”…

Memorie cromosomiche? Credenze accettate? Certo che sì, il consesso a cui viene attribuito il nome di “popolo” altro non è che le memorie di tutte le vite che vi hanno preceduto, i vostri avi, che di vita in vita, hanno prodotto “voi”.

[4]Mosè scrisse tutte le parole del Signore, poi si alzò di buon mattino e costruì un altare ai piedi del monte, con dodici stele per le dodici tribù d’Israele. [5]Incaricò alcuni giovani tra gli Israeliti di offrire olocausti e di sacrificare giovenchi come sacrifici di comunione, per il Signore. (l’incipit in neretto é l’operazione di copiatura eseguita alle quattro di mattina).

[6]Mosè prese la metà del sangue e la mise in tanti catini e ne versò l’altra metà sull’altare.

[7]Quindi prese il libro dell’alleanza e lo lesse alla presenza del popolo. Dissero: “Quanto il Signore ha ordinato, noi lo faremo e lo eseguiremo!”.

[8]Allora Mosè prese il sangue e ne asperse il popolo, dicendo: “Ecco il sangue dell’alleanza, che il Signore ha concluso con voi sulla base di tutte queste parole!”.

[9]Poi Mosè salì con Aronne, Nadab, Abiu e i settanta anziani di Israele. [10]Essi videro il Dio d’Israele: sotto i suoi piedi vi era come un pavimento in lastre di zaffiro, simile in purezza al cielo stesso. [11]Contro i privilegiati degli Israeliti non stese la mano: essi videro Dio e tuttavia mangiarono e bevvero.

Offerte di sangue? Che roba truce… Poi c’è la questione dell’altare; cosa è? Quel punto in cui “guardate” quando siete da soli e riflettete su voi stessi. Dovete procurarvi il dvd dell’Incontro di Brescia, li viene spiegato come e perchè avete questo altare.

Ma non è finita, infatti:

[12]Il Signore disse a Mosè: “Sali verso di me sul monte e rimani lassù: io ti darò le tavole di pietra, la legge e i comandamenti che io ho scritto per istruirli”.

[13]Mosè si alzò con Giosuè, suo aiutante, e Mosè salì sul monte di Dio. [14]Agli anziani aveva detto: “Restate qui ad aspettarci, fin quando torneremo da voi; ecco avete con voi Aronne e Cur: chiunque avrà una questione si rivolgerà a loro”.

Spero che non vi sfugga la faccenda di Aronne e Cur, questo rappresenta lo stato della coscienza senza la “funzione Mosè”, cioè superstizione e comprensione errata.

[17]La Gloria del Signore appariva agli occhi degli Israeliti come fuoco divorante sulla cima della montagna. [18]Mosè entrò dunque in mezzo alla nube e salì sul monte. Mosè rimase sul monte quaranta giorni e quaranta notti.  

Un ulteriore riferimento a quella “striscia rossa” che appare al di sopra della testa? Intendendo la testa “la cima della montagna del corpo”?

Ma ecco che inizia il capitolo 25, dove quel dio della “mente materiale” dà il meglio di sè: Es 25,

[1]Il Signore disse a Mosè: [2]“Ordina agli Israeliti che raccolgano per me un’offerta. La raccoglierete da chiunque sia generoso di cuore. [3]Ed ecco che cosa raccoglierete da loro come contributo: oro, argento e rame, [4]tessuti di porpora viola e rossa, di scarlatto, di bisso e di pelo di capra, [5]pelle di montone tinta di rosso, pelle di tasso e legno di acacia, [6]olio per il candelabro, balsami per unguenti e per l’incenso aromatico, [7]pietre di ònice e pietre da incastonare nell’efod e nel pettorale. [8]Essi mi faranno un santuario e io abiterò in mezzo a loro. [9]Eseguirete ogni cosa secondo quanto ti mostrerò, secondo il modello della Dimora e il modello di tutti i suoi arredi.

Vi pare che DIO, il Principio Direttivo di tutte le cose, il “Tutto in Tutto ciò che è” possa chiedere una offerta? La cosa assume una dimensione grottesca. Quindi se quel “decalogo” è un “falso”, deve esistere una sorta di “decalogo opposto” che è “vero”.

Infatti, ma deve essere letto non come “identità”, come “Io-mentale”, ma come “parte integrante del tutto”.

Letto in questo modo esso diventa una presa d’atto, una considerazione intellettiva “superiore”… Grosso modo l’opposto del decalogo dovrebbe essere così:

1) Il Principio Direttivo vide suo figlio, il Cristo e disse: “Questo è il Signore  della Mia Essenza”, a cui ho dato dominio sul cielo e sulla terra e su tutto ciò che è in essi.

2) Poichè questo Figlio è Emanato da Me stesso, non soggiace a nessun altro potere che al suo, in quanto Perfetto Ideale, ha lo stesso Potere che Io ho.

3) A questo Figlio non do nessun comando, e cooperando con Me, non avrà bisogno di nessun altro.

4) Non fare nessuna immagine o rappresentazione di Me ma conosci che sei Dio, amalgamato  a Me e insieme a Io Sono, siamo uno. Onora questa Causa o Principio, sapendo che è tuo Padre e Madre.

5) Non uccidere o ferire alcuno perchè ogni creatura è una tua creatura, quindi uccidi o ferisci te stesso.

6) Non ruberai perchè ruberesti alla Causa

7) Non darai alcuna falsa testimonianza contro nessuna delle tue creazioni, perchè testimonieresti contro la Causa, che è te.

8) Non desidererai nulla perchè perchè desidereresti la Causa, che è te.

9) Non commettere adulterio perchè qualunque cosa avrai fatto a quella creatura l’avrai fatta a te stesso.

10) Rispettando questo riconoscerai che Tu sei il Sopra e il Sotto, la Causa e l’effetto, il Principio Perfetto, Dio.

Minchia Johnny…

 

Franco Remondina