La faccenda della “dis-attenzione” è piena di modalità strepitose: per esempio cosa succederebbe alla credenza legata all’invecchiamento biologico?
Se tale credenza non ottenesse alcuna attenzione, ciò produrrebbe e produce un completo default, di ogni ricordo di compleanno, poi di ogni aspettativa di invecchiamento, di ogni valutazione disistimica… e molto altro.
Ecco perchè bisogna avere quelle qualità di forza, di coraggio, di intelligenza che i miti associano alla figura dell’eroe.
L’insieme di queste caratteristiche, viene riassunto da una parola: merito.
Nel dizionario:  Diritto alla stima, alla riconoscenza, alla giusta ricompensa acquisito in virtù delle proprie capacità, impegno, opere, prestazioni, qualità, valore.
Merito è anche sinonimo di “sostanza”, la quale è l’opposto della “forma”.
Perchè vi racconto questo? Per aiutarvi nella comprensione riguardo a ciò che viene narrato nel Libro di Giosuè.
Come detto, dopo la morte di Mosè, tocca a Giosuè che era stato, dice la Bibbia, “servo di Mosè”, compiere l’impresa.
Cosa significa questa precisazione?
Che Giosuè compare solo “dopo” la scomparsa di Mosè.
Come quando accendi il computer, perchè compaia la connessione internet, clicchi sull’icona apposita e il desktop deve scomparire…  
Non sono personaggi storici, sono “funzioni”, qualità del Sapiens…
L’attenzione può, in ultima analisi, osservare solo una cosa per volta, quindi perchè sia possibile attivare il merito, la funzione “visionaria”, l’effetto Mosè, deve scomparire.
Giosuè è la traduzione, nella pratica, della “verifica”, del “Decalogo”.
La continua raccomandazione del Signore:
6 Sii coraggioso e forte, poiché tu dovrai assegnare a questo popolo la terra che ho giurato ai loro padri di dare loro. 7Tu dunque sii forte e molto coraggioso, per osservare e mettere in pratica tutta la legge che ti ha prescritto Mosé, mio servo. Non deviare da essa né a destra né a sinistra, e così avrai successo in ogni tua impresa. 8 Non si allontani dalla tua bocca il libro di questa legge, ma meditalo giorno e notte, per osservare e mettere in pratica tutto quanto vi è scritto; così porterai a buon fine il tuo cammino e avrai successo. 9 Non ti ho forse comandato: “Sii forte e coraggioso”? Non aver paura e non spaventarti, perché il Signore, tuo Dio, è con te, dovunque tu vada».
E’ quello che chiameremmo la sollecitazione alla “verifica”.
Mettiamo che uno abbia accettato di essere sfortunato, in questo caso, come ogni altro caso, dopo aver posato nell’arca la Legge “Sono sfortunato” , dice la Bibbia che la sua “attenzione” sarà coraggiosa e “forte” quel tanto che basta per verificarlo, ossia renderlo vero.
Dovrei chiudere qui, questo articolo, tanto è strepitosa la deduzione che vi sto fornendo…
Invece…

 

10 Allora Giosuè comandò agli scribi del popolo: 11 «Passate in mezzo all’accampamento e comandate al popolo: “Fatevi provviste di viveri, poiché fra tre giorni voi attraverserete questo Giordano, per entrare a prendere possesso della terra che il Signore, vostro Dio, vi dà in proprietà”».12 A quelli di Ruben e di Gad e alla metà della tribù di Manasse, Giosuè disse: 13 «Ricordatevi delle cose che vi ha ordinato
Mosé, servo del Signore, dicendo: “Il Signore, vostro Dio, vi concede riposo e vi dà questa terra”. 14 Le vostre mogli, i vostri bambini e il vostro bestiame staranno nella terra che Mosé vi ha assegnato al di là del Giordano; ma voi, prodi guerrieri, attraverserete ben armati davanti ai vostri fratelli e li aiuterete, 15 fino a quando il Signore non concederà riposo ai vostri fratelli, come a voi, e anch’essi prenderanno possesso della terra che il Signore, vostro Dio, assegna loro. Allora ritornerete, per possederla, nella terra della vostra eredità, che Mosé, servo del Signore, vi ha dato oltre il Giordano, a oriente».
16 Essi risposero a Giosuè: «Faremo quanto ci ordini e andremo dovunque ci mandi. Come abbiamo obbedito in tutto a Mosé, così obbediremo a te; purché il Signore, tuo Dio, sia con te com’è stato con Mosé. 18 Chiunque si ribellerà contro di te e non obbedirà a tutti gli ordini che ci darai, sarà messo a morte. Tu dunque sii forte e coraggioso».
Nella prima parte il modo dei verbi è il presente, in questa il modo dei verbi è “passato” e “futuro”…  Solo Dio, nelle sue opere usa il “presente”: “Il Signore, vostro Dio, vi concede riposo e vi dà questa terra”.
E’ la relazione del causa-effetto della verifica del transfert.
Una volta accettato di verificare, cioè di rendere vero e coerente l’accettazione effettuata di “Sono sfortunato? Si”, nel proprio posto delle verità, ci si attrezza per la verifica.
Ciò dimostra che il “merito” prescinde dalla valutazione dello scopo intrapreso. Giosuè, il merito, agisce in rapporto alle “tavole della Legge”, qualunque cosa dicano, rappresenta per lui la “terra promessa”.
Non ha giudizio! Esegue il compito.
Gli scribi, “quelli di Ruben e Gad”, “la metà della tribù di Manasse”, sono quelli che nella linea di sangue hanno “verificato” lo stesso transfert!
Quindi, la capacità del “merito” è quella di perseguire lo scopo del decalogo?
Si!
Franco Remondina