L’arca è un qualcosa che riguarda noi, la nostra comprensione.
L’Intelligenza… 

 

Giosuè 3, 1-4

 

1Giosuè si levò di buon mattino; si mossero da Sittìm e giunsero al Giordano, lui e tutti gli Israeliti. Lì pernottarono prima di attraversare. 2Trascorsi tre giorni, gli scribi percorsero l’accampamento 3 e diedero al popolo quest’ordine: «Quando vedrete l’arca dell’alleanza del Signore, vostro Dio, e i sacerdoti leviti che la portano, voi vi muoverete dal vostro posto e la seguirete;4 vi sia però tra voi ed essa una distanza di circa duemila cubiti: non avvicinatevi. Così potrete conoscere la strada dove andare, perché prima d’oggi non siete passati per questa strada».
Ovviamente, Giosuè, il merito, dopo aver valutato, pianificato, deve entrare in azione.
C’è una sorta di unicum motivante fatto da “consapevolezza+coraggio+comprensione”, che spinge all’azione.
Non sono gli istinti, essi propenderebbero per la fuga, questa spinta motivante è conscia di andare oltre un limite, oltre qualcosa che non è conosciuto, infatti viene scritto: “Così potrete conoscere la strada dove andare, perché prima d’oggi non siete passati per questa strada.”
Pianificare l’attacco a Jericho è frutto di una comprensione diversa, è la rottura di un limite, quello della materialità.
E’ per questo che l’arca precede e DEVE precedere gli Israeliti.
Ricordo che Israele significa: “colui che ha lottato con Dio e con gli uomini e ha vinto”.
Ma in cosa consiste questa “vittoria”?  
Ovviamente nella “modalità di rescissione di un transfert”.
Questa informazione è nascosta in ogni libro sacro, è stata “nascosta” così bene che nessuno è stato in grado di ri-trovarla.
Nella Bibbia questa modalità è onnipresente, tuttavia, essa è rimasta sconosciuta.
Anche qui, nel Libro di Giosuè, c’è la solita informazione…

 

Giosuè 5,13-15

 

[13]Mentre Giosuè era presso Gerico, alzò gli occhi ed ecco, vide un uomo in piedi davanti a sé che aveva in mano una spada sguainata. Giosuè si diresse verso di lui e gli chiese: «Tu sei per noi o per i nostri avversari?». [14]Rispose: «No, io sono il capo dell’esercito del Signore. Giungo proprio ora». Allora Giosuè cadde con la faccia a terra, si prostrò e gli disse: «Che dice il mio signore al suo servo?». [15]Rispose il capo dell’esercito del Signore a Giosuè: «Togliti i sandali dai tuoi piedi, perché il luogo sul quale tu stai è santo». Giosuè così fece.

 

Che roba ragazzi… questo passo è la rappresentazione esatta di come avviene la “possessione del Transfert”, solo che quel che accade è visto con un “tempo rallentato”.
Giosuè è in uno stato alterato di coscienza e VEDE il processo!
Le persone normali non sono in grado di VEDERE l’operazione della possessione del Transfert, hanno un tempo “normale”, governato dai ritmi dell’inconscio collettivo, esse non vedono immagini, nello stato di coscienza chiamato “veglia”, è impossibile vedere le immagini.
Troppo veloci…
Quel che accade è grosso modo questo:  come detto, ci sono due “Arche”, la prima è quella di Noè che “galleggia sopra le acque”.
Questo significa che le pulsioni, gli istinti sono la prima “opzione” per l’Attenzione.
Immaginiamo quindi che una memoria cromosomica abbia un rammarico forte, cioè qualcuno che è vissuto prima di voi, un vostro antenato, sia morto in circostanze tali da interrompere quando era ad un passo dal conseguimento che si era prefissato.
Questo ha generato in quell’antenato un tale “rammarico” capace di sovrastare ogni altra memoria.
Se è morto per un attacco di cuore, esso si attiva non solo con la parola “cuore”, ma con dettagli sensoriali tipo gli odori o i sapori e la somiglianza delle immagini. 
Troppo complicato da spiegare nei dettagli, comunque, una volta che sono soddisfatte tali caratteristiche, la possessione avviene.
Improvvisamente, sentite una fitta e questo attrae la vostra attenzione…
Poiché non vedete le immagini, pensate: “Siccome ci sono solo io, devo essere io a farlo!”
Naturalmente in questo modo voi accettate, testimoniate come “VERO”, quel che vi sta accadendo e lo rendete VERO testimoniandolo.

 

Gv 8,13-20

 

13 Gli dissero allora i farisei: «Tu dai testimonianza di te stesso; la tua testimonianza non è vera». 14 Gesù rispose: «Anche se io rendo testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove vengo e dove vado. Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado. 15 Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. 16 E anche se giudico, il mio giudizio è vero, perché non sono solo, ma io e il Padre che mi ha mandato. 17 Nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza di due persone è vera: 18 orbene, sono io che do testimonianza di me stesso, ma anche il Padre, che mi ha mandato, mi dà testimonianza». 19 Gli dissero allora: «Dov’è tuo padre?». Rispose Gesù: «Voi non conoscete né me né il Padre; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio». 20 Queste parole Gesù le pronunziò nel luogo del tesoro mentre insegnava nel tempio. E nessuno lo arrestò, perché non era ancora giunta la sua ora. 
Rendete vera quella memoria testimoniandola!
Ma il libro di Giosuè dimostra che sia possibile rompere le “MURA DI JERICHO” e pone in esecuzione una diversa modalità.     
  
Notate che interroga la memoria? Prima di tutto lo interroga, poi decide di testimoniarlo credendogli!
La cosa importante qui è il ” Giungo proprio ora”, (improvvisamente) Giosuè non chiede da dove, dove fosse stato prima…
E’ la descrizione di come un transfert trasferisce il suo spazio e il suo tempo nella vostra coscienza. 
Notate il “Comanda padrone?”
Sono dettagli che deprivati della sacralità danno un’idea di come avvenga la cosa, anche se in effetti nella pratica noi non vediamo alcuna immagine del “portatore del transfert”.
Una memoria cromosomica o di sangue, vuole vivere nella vostra coscienza, vivendo con la vostra vita.
Se vi mostrasse la sua immagine, voi stabilireste che non è voi, quindi potreste rifiutarvi di farla ri-vivere con la vostra vita… Del resto è logico: se vive lei, con la vostra vita, allora voi non vivete.
Lui la sua occasione ce l’ha già avuta e l’ha sprecata, quindi lo caccereste…
Franco Remondina