Abbiamo sempre fallito? Si, abbiamo sempre fallito nella comprensione, attraverso le solite, stupide domande, “chi siamo , dove andiamo, da dove veniamo”, abbiamo reso vero “lo scopo” della creazione,ma non lo abbiamo capito.
C’è una sola Intelligenza!
«Quegli che è disceso è lo stesso che è salito al di sopra dei cieli tutti, per portare a compimento ogni cosa» (Efesini 4, 10))
Chissà se hanno mai capito quale fosse lo scopo…
Eppure la constatazione che la logica ci offre è evidente: ci sono solo quattro enti, tre enti FANNO QUELLO CHE SONO, cioè la Vita è la vita, cioè fa quel che è, l’Acqua (la memoria del sistema) fa quel che è, lo Spirito fa quel che è, cioè l’intermediario tra gli altri tre enti e la memoria del sistema.
Abbiamo quindi tre enti che “Sono” per definizione!
L’unico Ente che non è: l’Intelligenza!
L’Intelligenza NON E’!
Oh si, certo, voi obietterete che Lei è il testimone, in tal caso capite che il testimone è e Lei non è?
Se l’Intelligenza è “testimone”, non è più quel che dovrebbe essere, cioè intelligenza.
L’Intelligenza diventando “testimone” dell’esistenza degli altri tre enti è “quieta e contemplativa”, cioè nella registrazione fatta dentro la memoria del sistema, l’Acqua, l’Intelligenza non compare.
Quale è lo scopo della creazione?
Essere!
E’ questo lo scopo, l’Intelligenza deve giungere a quel “SONO” che le manca!
Per questo all’ inizio il Principio crea!
Non facciamoci ingannare dai termini, pensate all’azione che viene compiuta, cosa significa “creare”?
Non lo sappiamo, pensiamo di saperlo, ma in realtà sono solo parole vuote.
Sfortunatamente ogni definizione è vuota, priva di quei significati necessari a stabilire “quale è la ragione che obbliga DIO (qualunque cosa sia Dio) a creare“, ricordo che siamo all’inizio del Principio, in tal caso, precedentemente quel Principio non c’era!
E’ l’ Ente Intelligenza, l’unica e sola intelligenza che c’è, deve avere una ragione che la spinge a compiere una azione che evidentemente non aveva mai compiuto.
Se lo scopo è “Essere”, l’Intelligenza capisce che non può dire “Io sono”, non c’è bisogno del pronome “io”, poichè non c’è nessun altro oltre a Lei.
Tuttavia capisce che ha bisogno di una “identità”, tale identità per avvenire deve avere un luogo dove avvenire.
Ho già spiegato che questa azione avviene nel “Riflesso”, quindi procediamo nella descrizione di quel che l’Intelligenza ha fatto.
Potremmo scrivere così: “All’inizio del Principio c’è “l’idea del Riflesso” e il riflesso era informe e vuoto e stava davanti all’Abisso…”
DIO e la sua Idea!
Questo è quello che deve aver fatto, per qualche ragione è anche quel che viene scritto nei primi due capitoli di Genesi, solo che bisogna tradurlo nella “lingua nuova”, Mc 16; 17 ” Questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio scacceranno i demòni, parleranno in lingue nuove”
Ecco qua:

Abbiamo una situazione così…
L’Intelligenza osserva da tre posizioni.

