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Articolo 718- Il problema “esticazzi”

4 mesi fa
Franco Remondina
Ultimi Articoli

Probabilmente vi state domandando perchè si insiste sul “sono” invece che “io-sono”, la ragione è semplice: con “io-sono” non funziona nulla!
Ve lo spiego nella maniera più semplice che posso…
Leggendo la descrizione fornita dagli articoli di dodicesima.com avete scoperto che l’unica cosa certa è il “quadratino Crittografico”, l’operazione è verificabile in ogni momento: quando pensate a voi, ogni volta che pensate a voi stessi, compare un “quadratino” in cui c’è la vostra immagine vista come se fosse un quadro, come se fosse uno specchio.
E’ una operazione di sistema, alla nascita, quando nascete, non avete creato voi lo spazio dove avvenite, questo spazio dove avvenite vi viene fornito dal programma.
Tramite una operazione crittografica il programma seleziona una persona che è già vissuta prima di voi nella linea di sangue materna, mette un “telo verde” su quella persona e voi usate quello spazio.
Ecco il problema: poichè importate dalla persona sotto i suoi patterns, gli schemi emotivi di quella persona, siete obbligati a vivere anche le vicissitudini di quella persona, in pratica siete obbligati al remake della sua vita.
Tale obbligo costituisce una sorta di surrogato di continuità di esistenza della linea di sangue.
Mettiamola così…
Ecco, la prosecuzione della  linea di sangue è possibile solo con “sono”, mentre diventa un casino, anzi diventa impossibile con “io-sono”.
Traduciamolo in un esempio pratico: supponiamo che la persona sotto il telo verde abbia una malattia, poichè lui ha una malattia voi farete la malattia.
Come avviene la malattia? Attraverso una constatazione/accettazione.
Per farla dovete avere un pensiero specifico: “SONO MALATO!”
Capite?
Tale pensiero è trasmissibile solo se voi credete che sia vostro, se è vostro allora lo vivrete con lo schema emotivo di quella persona sotto il telo verde.
Adesso supponiamo che il pensiero specifico diventi: “IO-SONO MALATO!”
In romanesco rispondereste a quel pensiero:”E sticazzi!”
Cioè, sarebbe chiaro che non è voi e quindi “chissenefrega”.
Ma un simile contesto impedirebbe persino la tripla dissociazione che è lo scopo della creazione.
L’Intelligenza avrebbe creato un programma inefficace, da stupida.
Ecco perchè “io-sono” è una assurdità da olismo, da new age, da libri che anch’io ho letto, ma che mi viene il vomito quando me li citano.
Non c’è che una sola Intelligenza, come può dire “io-sono”? E’ la sola Intelligenza, non ce n’è un altra.
Non gli serve di identificarsi rispetto ad altre!

Per questa ragione, per impedire “e sticazzi” e favorire “me cojoni” che non si usa l’io-sono ma il “sono”.
Così “sono malato” può apparire neutro, come se venisse da te e allora si che tu, pensando che venga da te, credendo che tale considerazione sia una tua considerazione, vivi la malattia.

L’uso del romanesco è per alleggerire il discorso che si sta affrontando, svestendolo delle incredibili stupidaggini di cui è costellata la linea di sangue del Sapiens.
Forse non è consona per alcuni di voi, in tal caso fatevi una risata, non cadete nella trappola del vecchio linguaggio, adottate il criterio di Mc 16; 17-18:  17 E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, 18 prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno».

Del resto ricordate come è stata descritta la “superficie”? In realtà c’è bisogno di due strati di cerchi

Le due aree tratteggiate sono “buchi” nella tassellazione del piano.
Permettono alla persona di cui è stato occupato lo spazio di far drenare gli schemi emotivi e altro, allo strato sopra. 
Nell’articolo precedente c’è questa affermazione:

“Il problema per l’Ente Intelligenza è quindi la “non rappresentabilità” degli Enti Vita, Spirito, Acqua, appunto perchè sono infiniti, ma in questo modo, se non puoi rappresentartelo, il mondo non esiste.”

Il mondo non è un sogno, è una rappresentazione!

Tralascio le derive come “la vita è sogno” che è la dimostrazione conclamata del non capire un cazzo…

Veniamo anche al punto lasciato in sospeso: Gn 1;2: e la terra era una cosa diserta, e vacua e tenebre erano sopra la faccia dell’abisso: e lo Spirito di Dio si moveva sopra la faccia delle acque.

Negli articoli si fa questo riferimento: Abisso = Vita
Ciò è vero per l’Ente Intelligenza, tuttavia la Vita è “NON RAPPRESENTABILE” infatti in quel passo sopra citato si dice che “tenebre erano sopra la faccia dell’abisso.

Tradotto: non si vede, non ce lo si può rappresentare!
Ora, prendete una superficie, essendo una superficie “finita” noi la possiamo vedere da sopra, da sotto, ma anche di lato, in tal caso essa appare come una linea.

L’asse centrale di quella linea è l’anima di quella linea!
Quindi è chiaro che non si veda, che l’anima di ferro di un pilastro non si veda…
Ma è quello!
I due strati di cerchi hanno rispettivamente l’anima…
Questa è l’identità di Dio nella sostanza dell’anima della rappresentazione del “Sia la luce”
E la luce accadde!  

Franco Remondina

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